Terre Roveresche: il Sindaco presenta la cooperativa di comunità

Sebastianelli

<<La cooperativa di comunità, ovvero la possibilità di garantire occupazione a Terre Roveresche – spiega il sindaco Antonio Sebastianelli – ha come base di partenza 400 mila euro in base alla stima sulla base dei servizi esternalizzati e che possono essere svolti in proprio. Il tutto a fini mutualistici. Si finanzia utilizzando le somme destinate nel bilancio comunale>>. L’hashtag #tuttiaterreroveresche è uno dei punti di riferimento del “Libro Bianco” preparato dal sindaco. <<Nel caso specifico – commenta Sebastianelli – l’amministrazione s’impegna anche a garantire servizi accessibili a tutti, ad ogni età e in tutto il territorio e le condizioni per attrarre famiglie e individui>>. Le proposte operative riguardano <<la necessità di ripensare ad una fiscalità locale equa a sostegno della famiglia in grado a sua volta di incentivare l’insediamento di nuovi nuclei, il sostegno alle attività locali, l’aumento del reddito>>. Il dato di partenza è che <<negli ultimi anni il Comune ha mostrato un andamento negativo del numero della popolazione perdendo circa 50 abitanti l’anno. Senza una crescita costante, o almeno il mantenimento del numero degli abitanti, i servizi, in particolare le scuole, rischiano il dimensionamento. La famiglia va sostenuta con interventi diretti e indiretti ancor più le giovani coppie devono contare su uno sviluppo “sano” della comunità>>. E’ necessario per questo <<avviare una revisione complessiva di tutte le tariffe dei servizi comunali che tenga conto del numero dei componenti la famiglia, della situazione economica e della eventuale presenza di persone disabili. Introdurre specifiche riduzioni sulla tassa di smaltimento dei rifiuti (TARI) per famiglie numerose, utenti con basso reddito o in condizioni disagiate e giovani coppie. L’obiettivo è quello di rimettere le persone al centro del programma amministrativo e della vita del nuovo Comune di Terre Roveresche specialmente oggi in un momento di grave crisi finanziaria e lavorativa. Vogliamo che le persone tornino ad essere “motori della comunità” e saranno chiamate a ripensare e gestire il sistema dei servizi a loro riservati a partire dai loro bisogni e dalle loro risorse. Bisogna garantire il sostegno alle persone non con un reddito indiscriminato ma con un lavoro e con progetti locali basati sulle esigenze della comunità>>. La cooperativa di comunità è un segnale nuovo <<per ridurre il numero dei disoccupati, sostenere le associazioni no-profit, assicurare l’inserimento dei disabili, avviare i giovani al lavoro tramite tirocini formativi e percorsi scuola-bottega>>.