Sos ponti lungo l’Apecchiese: cadono a pezzi

Antonio Collesi, fotografo amatoriale, lancia l’appello dopo alcuni flash alle antiche strutture

Ponte Romanova

“Male che vada andrò sotto un ponte!”. L’affermazione, usata tante volte, pare non sia più in voga. “Soprattutto perché i ponti non sono più né stabili, né solidi”. Ad asserirlo Antonello Collesi, fotografo amatoriale, che armato di zainetto e macchina fotografica, è sceso sotto i ponti e le arcate della strada Apecchiese, prendendo a ‘campione’ un tratto della stessa che da Piobbico sale verso Bocca Serriola. “Con il decreto del 13 maggio 1863, l’amministrazione provinciale di Pesaro inserì la strada Apecchio-Piobbico per Acqualagna, tra le provinciali – ricorda Collesi – da realizzare al più presto, mediante un consorzio tra Provincia e comuni interessati. Opera che fu realizzata nell’arco di 30 anni a causa delle difficoltà provenienti dalla configurazione del terreno, per cui fu necessario creare muraglioni di sostegno contro le frane, ponti per il deflusso delle acque dei tanti fossi, oltre a tanti chiavicotti”. L’inaugurazione della strada avvenne il 29 settembre 1895. “Quindi nella strada che percorre anche il territorio di Apecchio, la maggioranza dei ponti e muri di contenimento sono del 1800 – spiega Antonello Collesi – e chi percorre l’Apecchiese e si cala sotto i ponti, si rende conto in che stato si trovano: fessurazioni e distacco nelle arcate, parte di muri crollati, piloni malconci, parti murarie compromesse…. La manutenzione è stata carente, in un giro di valzer nella gestione tra Anas, Provincia, Regione e di nuovo Anas. Ai cittadini comunque non interessa chi gestisce la strada, interessa che sia sicura. Ma non c’è da stare allegri”.