A proposito di acque reflue a Fano

salus

Ben prima di conoscere i programmi infrastrutturali di ASET, con commenti proposti ai blog locali, avevo cercato di dissuadere da ulteriori collettamenti delle acque in oggetto al depuratore di Foce Metauro, avendo constatato la frequenza, dopo piogge intense, di lenti deflussi dalle aree allagate, verso la fascia costiera; e l’inesistenza di aree agricole irrigabili, a valle del citato depuratore. Informato del programma ASET per un nuovo collettore sub-litoraneo da foce Arzilla a foce Metauro, ho cominciato (inutilmente) a scrivere ad ASET suggerendo:

  1. Di spostare a monte, per quanto possibile, lo sversamento nel Metauro delle acque depurate, anche per prevenirvi le “secche”, e contando anche sulla capacità del fiume di autodepurarsi, almeno per i contatti delle acque con l’atmosfera, i raggi ultravioletti, ecc. In dettaglio, all’altezza del depuratore di Bellocchi, piccolo ma con spazi liberi intorno (a differenza di foce Metauro). Dopo avervi collettato le acque reflue da raccogliere al piede della maggiore superficie scolante della zona (pendice sudest del M.Giove), e nella pianura che lo divide dal fiume.
  2. Di promuovere gli usi irrigui dell’acqua del fiume, per ottenerne il rilascio nel terreno dei contenuti in azoto, ed in altri “nutrienti” della vegetazione, che i lavaggi “automatici” introducono, e che i depuratori NON separano. E che, IN MARE, favorirebbero la vita vegetale a scapito (come disponibilità di ossigeno) di quellaanimale, molto più importante per la specie umana.

Da ASET non ho mai ricevuto alcuna risposta, di alcun tipo.

Massimo La Perna, Fano