Gli studenti del polo scolastico Celli a lezione di legalità

“I giovani che dicono NO alle mafie”, è l’evento che si terrà il 30 maggio nell’aula magna del “Polo Scolastico G.Celli  di Cagli”, organizzato dalla Unione Montana Catria e Nerone e sarà presieduto dall’assessore con delega all’istruzione e consigliere del Comune di Cagli Rachele Saraga.  In programma ci sarà una proiezione sul tema e a seguire un dibattito al quale saranno protagonisti gli studenti delle classi di 5° superiore dell’istituto tecnico commerciale, del professionale e dell’alberghiero di Piobbico, facenti parte del Polo Scolastico di Cagli. Il relatore sarà Salvatore Borsellino fratello del Giudice Paolo Borsellino. “Come è noto, quest’anno – dichiara Rachele Saraga – ricorre il venticinquesimo anniversario della Strage di Via D’Amelio e di Capaci in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La volontà di organizzare un incontro con i giovani sul fenomeno mafia nasce dalla riflessione che mi sono posta in merito al bisogno di legalità e sulla necessità per la politica e la società di concreti e quotidiani comportamenti in difesa di essa. A mio avviso le mafie non rappresentano solo un problema criminale di sicurezza ma costituiscono una primaria e attuale questione di ordine politico economico sociale e culturale. Per sconfiggerle dunque insieme all’iniziativa repressiva e giudiziaria, all’impegno delle forze di polizia e della magistratura è necessaria un’azione di bonifica sociale e di un forte impegno sul versante educativo e del lavoro. Ecco perché è stato scelto come sede per l’incontro la scuola in quanto ritengo infatti che nelle sue articolazioni rappresenti uno strumento per la lotta contro le mafie in quanto educa i ragazzi e promuove una cultura radicalmente opposta a quella mafiosa. Pertanto chi meglio di Salvatore Borsellino autorevole relatore da anni impegnato attivamente alla sensibilizzazione nelle scuole riguardo il contrasto alla criminalità organizzata, può aiutare i ragazzi ad avere consapevolezza dei fatti al fine di acquisire una coscienza critica e responsabile che consenta loro una volta adulti di fare scelte giuste e coerenti. Personalmente – conclude Rachele Saraga – ho avuto la fortuna di ascoltare e conoscere il Dott. Salvatore Borsellino quando ero studentessa in giurisprudenza in occasione di un incontro organizzato dall’università di Urbino grazie al quale ho potuto apprezzare tra le altre cose la sua capacità di arrivare e avvicinare i giovani ad una problematica cosi complessa e mi sono detta perché non provare ad offrire ai nostri studenti questa opportunità”.