Omaggio all’arte di Bugarin e Perillo, protagonisti alla grotta Ipogeo di Piagge

L’architetto Valentina Radi docente dell’Università di Ferrara, in occasione dell’esposizione di Bugarin e Perillo presso la grotta Ipogeo di Piagge, ha voluto omaggiare il loro talento dei due artisti direttamente con le sue parole premettendo: “L’unione della spontanea eleganza espressiva del femminile e del mondo dell’interiore identificato con la natura, mettendo a confronto due grandi personalità, Giancarlo Bugarin e Mario Perillo”.

Giancarlo Bugarin – Pittore, scultore, ceramista e poeta, natio di Imola, dal 1987 si dedica alle arti. Le sue opere sono contenute in numerose ed importanti collezioni pubbliche e private. A livello nazionale e internazionale partecipa a mostre e riceve prestigiosi riconoscimenti. Rapisce la raffinata edelicata spontaneità con cui tratteggia le figure di donna attraversando il proprio corpo e le istantanee emozioni. Regalandoci una dirompente forza e inaspettati momenti di bellezza di quell’essere amato, desiderato e per questo esaltato. Immersi in un racconto tutto al femminile si percepisce la dimensione tattile di quella morbidezza e prosperità dei corpi che parlano di giovinezza e maternità. Catturando solo i momenti belli, in cui sicura di se prede atto della tenacia, dolcezza, con cui può prendere gioco la vita, perché consapevole del grande dono ricevuto dalla Divina Natura. Capelli disordinati, volti ammiccanti e accoglienti, mani che si alzano in una gestualità elegante e sicura pronte ad aprirsi inun continuo dono di se. A tratti buffe, composte, sempre molto materne. Occhi espressivi, bocche che parlano e urlano, così plastiche ed essenziali, sembrano prendere vita, grazie alla minuziosa cura scultorea che ci rivela una straordinaria maestria esecutiva e tecnica.  “Quella ballerina sembra proprio danzare per noi”.  La donna e la sua dolcezza evocata, vorremmo sempre venisse amata..

… Guarda davanti a te                                                 Balla non smettere mai

E vola più in alto che puoi                                            niente è impossibile     

nata per correre                                                           con l’amore che c’è in te

nata per vincere                                                           strade in salita  

tu sei una favola                                                          corse ad ostacoli

Senti la forza che hai                                                   ma una stella tu sarai…

(Tu sei una favola dal film Ballerina. Francesca Michelin 2016)

Mario Perillo – Pittore e poeta di origini salentine, vive e lavora a Fano dal 1978. Partecipa a numerose mostre e viene annoverato da prestigiosi nomi della letteratura. Una violenta, tacita e circolare forza getta l’uomo nei suoi offuscati paesaggi. Uomo che involontariamente si trova rapito da una percezione di estraniamento, pervasione ed inconscia identificazione, di una dimensione esistenziale eterea ed onirica. Forse lo specchio dello smarrimento interiore che nella realtà contemporanea è chiamato a vivere, come enigma del cammino della vita, alla ricerca di una mancata identità, votata all’incertezza. Quell’interiorità che si esprime in una contraddizione, di rifugio confortevole e dura prigione, necessità di esprimersi e torbido obbligo al silenzio, poiché inerme può solo osservare ciò che accade nel suo intorno. Paesaggi di una natura a volte delicata a volte ostile che tende a smaterializzarsi lasciando spazio alla forza del vento e all’accennata presenza di un sole. Una tensione duale di luce che sembra emergere e al contempo allontanarsi nell’oscuro sempre in una visuale incerta e diffusa. E’ un dolore percepito, confessato a tratti pianto. Forse è una speranza?

… Le nostre anime

cercano altri corpi, in altri mondi

Dove non c’è dolore

ma solamente pace e amore…

(Le nostre anime, Franco Battiato 2015 )