Colli al Metauro, dibattito sempre acceso

salus
Montemaggiore (R)esiste

Il Tar delle Marche ha fissato l’udienza per discutere la sospensiva delle delibere di consiglio comunale 51 e 52 del 5 dicembre 2016: 24 marzo. Quindi prima di fine mese i tantissimi firmatari il ricorso avranno una prima risposta: possono gli amministratori non tenere conto della volontà popolare? In questo lasso di tempo proseguiranno, come avvenuto finora dalla costituzione dell’associazione “Montemaggiore (R)esiste”, le varie iniziative sociali di aggregazione e informazione. Tutti i giorni in piazza Italia a Montemaggiore prosegue il presidio della sede municipale; presidio che il sabato mattina diventa momento di coinvolgimento per decine di persone, oltre che di informazione di chi si reca negli uffici comunali rimasti, per produttivi dibattiti e felice convivialità. Le assemblee sono costanti.(Maria Giovanna Cenerelli Montemaggiore (R)esiste). Il ricorso al Tar presentato da Montemaggiore Resiste per mezzo del collegio di avvocati Canafoglia, Francesconi e Menditto allo scopo di annullare l’istituzione del comune “Colli al Metauro”, che si presenta come difensore del principio di non sopraffazione della volontà popolare, non sarà sicuramente accolto perché le leggi vigenti in materia sono state rispettate, ma se lo fosse e provocasse la decadenza del nuovo comune otterrebbe esattamente il contrario, ovvero sopraffare la volontà popolare del 64% degli abitanti di Saltara e Serrungarina. Tre aspetti delle motivazioni del ricorso non sono coerenti:

1. Non rispetto dello Stato di diritto: lo stato di diritto vuol dire rispetto della legge vigente, la legge regionale vigente dice che i voti per l’ “istituzione di un nuovo comune per fusione” si contano complessivamente nei comuni coinvolti, ed il SI ha prevalso con circa 2.600 voti pari al 54%.

2.Rispetto della volontà dei cittadini: a Saltara e Serrungarina il 64% (la stessa percentuale dei NO di Montemaggiore) si è espressa per il SI, una decadenza del nuovo comune comporterebbe proprio il non rispetto della volontà di quei cittadini

3. Amministratori di Saludecio difensori della volontà dei cittadini: rispetto alla legge regionale sulle fusioni della Regione Marche quella dell’Emilia-Romagna è molto più precisa in materia, perché sancisce la fusione d’ufficio se nella maggioranza dei comuni (intese come singole istituzioni) e nella maggioranza della popolazione complessiva dei comuni coinvolti è prevalso il SI. E’ esattamente quanto avvenuto nel caso Saludecio-Montegridolfo-Mondaino, 2 comuni su 3 favorevoli al SI e maggioranza dei cittadini dei tre comuni favorevole al SI, quindi tali amministratori hanno esattamente prevaricato la volontà dei cittadini esattamente come l’ex amministrazione di Montemaggiore, ponendo di fatto un VETO sul rispetto della legge (Stato di Diritto) e questo non si chiama “rispetto della volontà popolare”. Vorrei qui ricordare, nella mia totale autonomia dalle varie fazioni partitiche, la mia ipotesi di riforma della legge regionale sulle fusioni, avanzata a tutti i singoli consiglieri regionali a fine novembre 2016 (ed ai quali nessuno si è degnato di dare un minimo cenno di riscontro), protesa ad evitare in futuro simili situazioni che danneggiano gravemente il senso civico democratico: trasformare il referendum da consultivo a istitutivo, dove i comuni ove vince il SI si fondono e quelli ove vince il NO rimangono autonomi. Solo così ci sarebbe vero “Rispetto della volontà dei cittadini”, dello “Stato di Diritto” e della “Difesa della volontà dei cittadini”. Nel frattempo, al fine di riparare alle palesi infrazioni a tali principi, propongo ai candidati sindaci del nuovo comune “Colli al Metauro” di mettere al punto 1 del proprio programma elettorale quanto segue:

Ai sensi della Costituzione Italiana art.133 comma 2 (“La regione sentite le popolazioni interessate può con le sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”) procederemo attraverso lo strumento della scissione, a fare tutto quanto in nostro potere per restituire autonomia ed indipendenza agli abitanti dell’ex comune di Montemaggiore, in virtù del rispetto della volontà democratica della popolazione di quel territorio che con il 64% si è espressa per il NO al referendum consultivo del 6 novembre 2016, fermo restando l’istituzione di “Colli Al Metauro” altrettanto democraticamente sancita con il 64% della popolazione dei due comuni ove ha prevalso il SI.     (Maurizio Rondina Movimento culturale “La Città Ideale”)

Colli al Metauro che confusione.

Nelle comunità di Montemaggiore, Saltara e Serrungarina sembra regnare una grande confusione. L’Unione forzata di questi Comuni, voluta con una legge regionale, da una maggioranza non rispettosa dei diritti dei cittadini, ha aperto un conflitto senza precedenti nella nostra regione. Il diritto sacro santo dei cittadini di Montemaggiore a rimanere autonomi fu completamente ignorato dalla maggioranza del consiglio regionale, con complicità dell’amministratori locali. L’atto indecente comporta danni gravi ai cittadini dei tre comuni attualmente gestiti da un commissario prefettizio Il commissario resterà in carica fino all’elezione, che dovrebbero essere il 11/12 06 2017. Ma c’è un grosso ma. Infatti il 24 marzo 2017 il tar sarà chiamato a giudicare il ricorso dei cittadini di Montemaggiore contro i propri amministratori. Probabilmente dopo il decreto d’ingiunzione dell’elezioni verrà proposto un ulteriore ricorso per sospendere la competizione elettorale. Infatti l’insulto ai diritti dell’autonomia dei cittadini, trova un solo precedente giuridico accertato che è quello di 9 comuni ferraresi che, fusi per decreto ministeriale del governo Berlusconi /Calderoli nel 2011,hanno visto riconosciuto il loro diritto di autodeterminazione nel 2017. Pensate a che tipo di danni quei comuni hanno subito. Cosa fanno i politici e i partiti locali? Invece di informare i cittadini e di confrontarsi su queste cose, hanno aperto la caccia al “posticino” aggiungendo confusione alla confusione. Intanto la gente sta sempre peggio Disoccupazione, sanità, servizi e sicurezza sono temi che evidentemente non rientrano nelle preoccupazioni dei politici. Il popolo stanco e rassegnato, sembra incapace di reagire? Fino a quando?                                                                                    (Cesaretti Christina)