Si chiama albero del paradiso ma è infestante e pericoloso

AilantoScrivo questo appello con la fiducia che molti lo leggano e altri possano prendere dei seri provvedimenti riguardo alle prolificazione enorme di una pianta non propriamente autoctona. Mi rivolgo principalmente alle autorità, Regioni, Province, Comuni e ad ogni singolo cittadino di buona volontà. Bisogna fare una legge come in Svizzera che chiunque abbia nel proprio giardino, campo, bosco, ecc… piante di Ailanto o Albero del Paradiso è obbligato a tagliarle e poi estirpare le nuove pianticelle che nasceranno. E’ una pianta importata dalla Cina a metà settecento, con lo scopo di iniziare l’allevamento di un lepidottero, in sostituzione del baco da seta, la cui sopravvivenza era in quel periodo minacciata da una epidemia. L’esperimento fu poi abbandonato per gli scarsi risultati, ma l’ospite, questo è il caso di dirlo, aveva ormai messo radici, e oggi ne scontiamo le conseguenze. E’ una pianta tossica che non fa crescere le altre piante che si trovano vicine. E’ inutile in tutto e per tutto. Non dà frutto, il suo legno è inutilizzabile e non brucia come le altre piante, non serve nemmeno come ombra. Se non si prendono seri provvedimenti per debellarla fra 50, 60 anni i nostri boschi spariranno. I nostri funghi, le nostre erbe spontanee non ci saranno più. Il fungo nasce perché è in simbiosi con la pianta e le sue radici, ma se questa viene eliminata, addio porcini, o russole, o galletti, ecc…. Quando vado in bicicletta noto ai bordi delle strade migliaia di piccole piantine, oltre anche a piante già sviluppate di ogni età. So che ancora non si è riusciti a scoprire un prodotto efficace per eliminare la pianta senza nuocere alla salute dei cittadini, ma sono convinto anche che molti non si pongono nemmeno il problema di questo cancro ecologico. Non pensiamo solo a noi, ma anche alle generazioni future. Potrebbe essere già troppo tardi.

(Amelio Barzotti, Fossombrone)