Croce e colonia sul Petrano, quante battaglie 60 anni fa! Oggi l’area è abbandonata, restano soltanto macerie

 img_2693Tornando indietro nel tempo, a suscitare ricordi di quello che accadde oltre mezzo secolo fa sulle nostre montagne, ci sono storie curiose che vale la pena rispolverare. Dopo quella della croce e della Festa della Montagna dell’agosto 1965 sul Catria, ecco un’altra storia di una croce, questa volta sul Petrano, risalente a sessanta anni fa. Era l’estate del 1955. Dalla fine di agosto ai primi di settembre, in cima al Petrano fu vissuta, nel pieno contesto dell’allora “guerra fredda”, una vera
battaglia tra i giovani della ex colonia montana G.I.L. e vigili urbani e addetti del comune di Cagli. L’oggetto del contendere fu l’istallazione di una croce in legno in cima al cucuzzolo della Rocchetta sopra al pianoro a 1200 metri di altezza. Un punto panoramico nella sommità del Petrano dove i giovani dell’Azione Cattolica, ospiti della colonia, volevano piantare una croce in legno. Un simbolo religioso comune in molte montagne. Ma l’amministrazione di allora a guida del Pci,
venuta a conoscenza della istallazione di quel simbolo, inviò subito una squadra di operai comunali per rimuoverlo. Ma quei giovani non si arresero. Il giorno dopo ricollocarono una nuova croce in cima alla sommità della Rocchetta. Ma anche l’amministrazione non mollò e inviò di nuovo gli operai comunali con i vigili urbani. La croce venne ancora rimossa mentre i giovani e gli addetti della colonia, schierati lungo la strada, inveivano e protestavano. Ancora una notte e tutti gli ospiti della colonia, ragazzi, sacerdoti e assistenti laici, tra i quali Franco Marini, ex esponente della Dc poi divenuto anche presidente del Senato con l’Ulivo di Prodi, scesero in massa a Cagli e si portarono di fronte al palazzo comunale e alla casa del sindaco di allora, inneggiando cori e manifestazioni di protesta. A quel punto, avendo l’intera vicenda avuto una cassa di risonanza che varcava i confini comunali, l’amministrazioneimg_2858 cagliese si arrese e quei giovani così battaglieri in cima al Petrano poterono ricollocare la loro croce. Qualche anno più tardi quella vecchia croce in legno oggetto di aspre battaglie, fu sostituita con una croce in ferro che tutt’ora svetta in cima al punto più alto e panoramico del pianoro di monte Petrano. Una nota dolente è lo stato in cui si trova oggi quella vecchia colonia che ospitò centinaia di ragazzi dal 1938 fino agli anni Sessanta. Prima chiusa, poi via, via abbandonata. Oggi nell’area c’è un cumulo di macerie che creano pericolo. Purtroppo, è uno dei tanti esempi negativi di come si tutela e abbandona un bene pubblico. Un vergognoso esempio d’inciviltà a cielo aperto che non fa certo onore alle amministrazioni pubbliche che si sono passate le loro competenze, dalla Gioventù Italiana e Regione fino al Comune di Cagli. Lasciare un simile scempio in un bel contesto naturale e paesaggistico come il Petrano non si può accettare.