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L’Italia ha aperto una nuova inchiesta sulla morte di Marco Pontani

EFE · Corsa su strada · 22/11/2021

L’avvocato della città italiana di Rimini ha aperto una nuova inchiesta sulla morte del ciclista italiano Marco Pontani “persone sconosciute” su richiesta del nuovo avvocato della famiglia di Prota, Fiorenzo Alessi, secondo quanto riportato dai media italiani.

L’avvocato ha inviato un documento di 51 pagine con nuove dichiarazioni che, a suo dire, potrebbero chiarire definitivamente quanto accaduto quando il corridore notturno è morto il 14 febbraio 2004 all’età di 34 anni in una stanza del Le Hotel. Rosa di Rimini.

La causa ufficiale della sua morte è stata “overdose di cocaina”, ma la sua famiglia ha sempre sostenuto che Pontani sia stato assassinato.

L’avvocato di Pontani si è soffermato sulle parole di Fabio Mirodosa, che ha venduto cocaina a un ciclista, e ha definitivamente promesso che il “pirata” sarebbe stato ucciso nel 2019.

Dubbi sul gioco d’azzardo segreto e sugli interessi delle cosche mafiose Giro d’Italia 1999, in cui Pantani squalifica Madonna de Campigilio sul palco, dandogli un tasso di ematocrito sanguigno, riprende a funzionare. 2% in più di quanto consentito.

Riecheggia le parole del detenuto Renado Vallansasca, che lo incoraggiò a scommettere tutti i suoi risparmi contro Pontani nel Giro d’Italia 1999. Gara rosa.

L’inizio di questo terzo processo è stato nel settembre 2017 quando la Corte di Cassazione ha dichiarato “assolutamente inaccettabile” il ricorso dell’avvocato Antonio de Renzi contro il rigetto del presunto omicidio del campione da parte di un giudice di Rimini. Nel giugno 2016.

L’inchiesta sulla morte del Pirata è iniziata nel 2014 su richiesta della sua famiglia, considerando l’ipotesi che il ciclista non fosse morto per overdose, ma fosse stato assassinato.

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Secondo lo studio, il campione è stato picchiato e costretto a bere cocaina diluita in acqua, dopodiché gli aggressori hanno simulato una morte eccessiva in una stanza dell’Hotel Le Rose di Rimini.

Nel 2016, l’avvocato di Forlin, un medico del clan mafioso, ha messo in dubbio che il test di un ciclista avesse cambiato l’ematocrito del 51,9 percento, il che ha portato alla sua rimozione da Zero nel 1999, anche se alla fine ha abbandonato lo studio.

Quattro persone sono state condannate a morte dal campione per aver consegnato droga a Pontani, accusato di omicidio colposo, ma uno di loro, Fabio Carlino, è stato poi assolto.

Gli altri imputati del caso, i rapitori Fabio Miratosi e Ciro Veneruso e il peruviano Ramres Cueva, si sono dichiarati colpevoli di condanne che vanno da quattro anni e dieci mesi a un anno e undici mesi.

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