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L’ex presidente del Consiglio italiano Renzi, indagato per finanziamento irregolare

Roma, 14 luglio (EFE). – L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi è indagato per un presunto reato legato al finanziamento irregolare della produzione di un film documentario su Firenze (Nord), nonostante abbia affermato che tutte le sue azioni sono legali.

Il senatore ha confermato ieri sera che la Procura della Repubblica di Roma aveva aperto questa inchiesta, anche se ha denunciato l’esistenza di prove attraverso il giornalista Emiliano Fittipaldi, che ha riportato la notizia sul quotidiano “Domani” e non dalla procura.

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se Renzi abbia finanziato in maniera irregolare il suo partito, Italia Viva (IV), per il costo di proiezione del documentario “Florence Minor” (Firenze secondo me) di circa 400.000 euro, secondo i media locali.

Sono sorti i sospetti che Discovery Channel, dove è stato pubblicato il pezzo, abbia pagato una cifra molto inferiore, circa 20mila euro, alla casa di produzione del film “Arcobaleno 3” dell’imprenditore Lucio Presta, che ha anche indagato su questioni fiscali.

Renzi, che ha governato l’Italia tra il 2014 e il 2016, ha detto di non sapere sulla base di questa indagine e che tutte le sue attività erano “lecite, legali e legittime”, e dubitava che fosse un “avvertimento nascosto”.

“Non ho paura, mi sono opposto a tutto e tutti alla formazione di un nuovo governo, figuriamoci se qualche avvertimento nascosto o inchiesta pubblicata dalla stampa potesse spaventarmi”, ha detto il politico sui social.

Renzi, che nel gennaio scorso ha causato la caduta del governo di Giuseppe Conte ritirando il sostegno minoritario ma indispensabile al suo partito, ha approfittato di queste informazioni per promuovere il suo ultimo libro, dal titolo proprio “Controcorrente”.

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Nel 2019, mentre promuoveva un altro libro, i suoi genitori, Tiziano Renzi e Laura Povoli, sono stati arrestati e successivamente condannati per bancarotta fraudolenta e false fatture presso varie cooperative.

(c) Agenzia EFE