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Il Vaticano chiede all’Italia di cambiare legge contro l’omofobia e la transfobia | Comunità

Partecipanti al Pride Parade di Roma nel giugno 2019.FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Il Vaticano ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il disegno di legge contro l’omosessualità e la transfobia, in discussione in questi giorni al Senato, dopo essere stato approvato dalla Camera dei deputati. Segreteria di Stato del Vaticano, Organo Direttivo E le Relazioni Estere della Chiesa, in violazione di alcuni commi del cosiddetto Concordato, il trattato che regola i rapporti tra la Chiesa e lo Stato, firmato durante il governo socialista di Pettino Croce nel 1984.

Secondo Il giornale pubblicato questo martedì Corriere della sera, Paul Richard Gallagher, Segretario di Stato per i Rapporti con il Vaticano, ha tenuto giovedì scorso presso l’Ambasciata d’Italia un briefing formale alla Santa Sede, in cui affermava che “alcuni degli attuali contenuti dell’agenda legislativa al vaglio del Senato sono essere ridotto.

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In particolare, il Vaticano ha protestato contro la disposizione secondo cui le scuole private cattoliche non saranno esentate dall’organizzare attività durante la prossima Giornata nazionale contro l’omofobia. La Santa Sede ritiene che il disegno di legge italiano attacchi la libertà di pensiero dei cattolici ed esprima timori di conseguenze legali. “Vi esortiamo a tenere conto delle nostre preoccupazioni”, ha scritto il Vaticano. Corriere.

Il responsabile delle relazioni estere in Vaticano accusa l’Italia di violare la nuova Concordia se raggiunge i suoi obiettivi nella nuova legge contro l’omosessualità, un emendamento firmato nel 1929 con Benito Mussolini, che segna la riconciliazione tra il governo italiano e la Santa Sede. Sebbene il Vaticano non si sia pronunciato in questo momento, il quotidiano italiano Gallagher, nella sua nota ufficiale, ha affermato che l’attuale trattato per la Chiesa è “il ministero della libertà di organizzazione, del culto pubblico, dell’insegnamento e del ministero episcopale”.

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Il primo punto del Concordato, riferendosi alla Segreteria di Stato, afferma che “la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere l’opera pastorale, educativa e caritativa del Vangelo e della santificazione”. Gallagher sostiene inoltre che il documento bipartisan certifica i cattolici e le loro associazioni e organizzazioni come “completa libertà di riunione e di pensiero attraverso altri mezzi di parola, scrittura e diffusione”.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato che domani, mercoledì, parlerà della questione in parlamento.

Conflitto come mai prima d’ora

Si tratta di un conflitto senza precedenti nella storia delle strette relazioni tra l’Italia e il Vaticano perché quest’ultimo, fino ad oggi, non è mai stato coinvolto direttamente nel processo di applicazione delle leggi italiane. La Chiesa è già entrata nel dibattito politico italiano in altre occasioni, come il favoreggiamento delle cellule staminali o la ricerca scientifica, negli ultimi anni Settanta e Ottanta contro le leggi sul divorzio e l’aborto o più recentemente sul diritto civile. , Ma la macchina diplomatica non ha funzionato e non è stato creato un simile ambiente di conflitto diplomatico.

Questo movimento della Segreteria di Stato vaticana, organo di governo della Chiesa, è significativo e può essere interpretato come una manifestazione di potere, poiché ci si può aspettare una tale risposta dagli organi della Chiesa locale italiana attraverso la Conferenza episcopale. Del paese. Parallelamente, la Conferenza Episcopale aveva già bocciato, attraverso dichiarazioni pubbliche, il disegno di legge italiano contro l’omosessualità. E’ successo l’ultima volta ad aprile, quando i vescovi italiani hanno sottolineato che “una legge volta a combattere la discriminazione non può e non deve perseguire lo scopo della tolleranza, mettendo in discussione la realtà della distinzione tra uomini e donne”. D’ora in poi la faccenda sarà gestita direttamente tra il Vaticano e l’amministrazione italiana.

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Sebbene il governo del Papa abbia in passato mantenuto alcuni attriti con i governi italiani, le relazioni bilaterali sono state strette negli ultimi decenni, come le forti politiche anti-immigrazione che ha perseguito durante il mandato di Matteo Salvini come ministro dell’Interno. Ora sono particolarmente vicini, il primo ministro Drake, che è stato dichiarato cattolico, è tirocinante nelle istituzioni gesuite ed è membro nominato dal Papa, la Bodhisattva Academy of Social Sciences, lo studio e il progresso delle politiche sociali, economiche, e scienze giuridiche alla luce della dottrina sociale della Chiesa vaticana. Il predecessore di Tracy, Giuseppe Conte, mantenne buoni rapporti con Pontefice.

Il deputato democratico (PD) Alessandro John ha promosso il disegno di legge contro l’omosessualità e la transfobia a 265 voti a favore ed è stato approvato dalla Camera dei Deputati il ​​4 novembre con 193 voti. Da allora attende il via libera del Senato tra una feroce opposizione di destra e di estrema destra. Con l’intervento della Chiesa il dibattito si è intensificato. Il leader della Lega (a destra), Matteo Salvini, ha ringraziato il Vaticano per “il suo buon senso”. Altri esponenti della politica, come Alessandro Giovanni o la senatrice M5S Alessandra Majorino (movimento 5 stelle, a sinistra) e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini (PD), hanno più volte affermato di non vietare commenti sul ddl, che punisce solo l’incitamento a odio. La porta del dialogo ha aperto le porte a un grande sviluppo progressista italiano, il PD. “Siamo sempre stati a favore delle regole più severe contro l’omotransfobia e continuiamo a sostenere queste regole e il John Bill, ma [también] Siamo sempre aperti al confronto in parlamento e siamo pronti per le questioni legali” ha detto martedì il segretario alla Formazione Enrico Letta dopo la richiesta del Vaticano.

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