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Il Napoli umilia la Juventus ed è leader legittimo

Di Enrique Gomez

La squadra di ‘Celsius’ ha aperto un varco in Serie A, facendo a pezzi i suoi più stretti seguaci.

La diciottesima giornata segna solo il giro di boa della stagione Una serie E il Napoli ha dimostrato di meritare di essere in cima alla competizione in più di 30 anni e sta cercando il suo primo titolo in più di 30 anni.

Brutale Battendo la Juventus 5-1Il club era al suo momento migliore con il vicepresidente del campionato italiano e otto vittorie consecutive.

Il risultato è stato così grave che la Juventus è scesa al terzo posto in classifica per differenza reti, quindi ora il Milan, senza giocare la sua 18esima partita, è già secondo in campionato.

Nonostante fosse solo una partita a metà stagione, questo scontro potrebbe definire la stagione in cui il Napoli ha sconfitto i suoi inseguitori più vicini, una squadra che aveva dalla sua la preziosa reliquia della “velocità”, quindi ora la squadra di Luciano Spalletti ha mano libera per mantenere la vetta della Serie A e tutto quello che è già stato pagato, pedaggi compresi Sconfitto due giorni fa contro l’Inter.

Il Napoli (47 punti) precede già di 10 punti la Juve, ma nonostante il bel numero la squadra del sud ha dimostrato di meritare il posto che occupa per tutte le squadre del nord e non è pronta a cederlo. Molti pensavano che il club avrebbe perso vigore dopo l’imbattibilità contro il Milan.

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I gol di Diego Armando Maradona nella vittoria dell’Italia contro i campioni in carica allo stadio:

· 1-0 (14′): Vittorio Osimhen

· 2-0 (39′): Quicha Kvaratskelia

· 2-1 (42′): Angelo di Maria

· 3-1 (55′): Ammir Rahmani

· 4-1 (65′): Vittorio Osimhen

· 5-1 (72′): ElgifElmas

Quando Di Maria è stato espulso a fine primo tempo ci si aspettava tutt’altro copione complementare, ma una batosta per 3-1 alle prime speranze juventine, la depressione ha preso il sopravvento sull’ospite, e invece un’esplosione di motivazione per la squadra partenopea. Un grande risultato.

E “Chucky” Lozano? Il messicano È entrato a un minuto dalla fine e praticamente non poteva toccare la palla. Purtroppo, da attaccante, non ha potuto partecipare a questa storica festa del gol.