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Enagás garantirà la consegna dei collegamenti verso la Francia e l’Italia

Enakas prevede un nuovo ciclo di investimenti di 4.755 milioni di euro fino al 2030, a cui il gruppo può partecipare e include i progetti interconnessi del ‘progetto RepowerUE’ nella fase di proposta e approvazione, mantenendo il piano di compenso degli azionisti. Secondo il nuovo piano strategico del gruppo per il periodo 2022-2030, è fissato al 2026.

In una presentazione alla National Securities Market Commission (CNMV), la società guidata da Arturo Gonzalo Izpri, che ha assunto la carica di CEO lo scorso febbraio, ha affermato che il programma di investimenti è incentrato sulla garanzia della sicurezza dell’approvvigionamento e sulla soddisfazione dei bisogni in Spagna e in Europa. Nei programmi “Green Deal”, “Fit for 55” e “REPowerEU”.

Il piano strategico della compagnia coincide con un momento critico per il settore energetico, quando la Russia potrebbe decidere di tagliare le spedizioni di gas verso l’Europa alle porte dell’inverno, e Nord Stream dovrebbe riaprire il giorno successivo, il 21. con la Germania. I dubbi su una fermata improvvisa continuano a spingere al rialzo i prezzi del gas sul mercato internazionale, salito di un altro 4% martedì, sopra i 170 euro/MW, come non si vedeva dallo scorso marzo.

I quattro assi di sviluppo del piano strategico si concentrano su infrastrutture gas e idrogeno e business adiacenti, innovazione, tecnologia e digitalizzazione, crescita internazionale e attività e progetti Engas nelle energie rinnovabili.

In una conference call con gli analisti, Gonzalo ha sottolineato che il progetto è “realmente costruito”, che l’Europa creerà un mercato su larga scala per i gas rinnovabili e il Transmission System Operator (TSO) e il futuro Hydrogen Network Operator (HNO). ) “Questa strategia è in linea con quanto si propone l’Europa e mira a contribuire alle stesse due facce della medaglia: sicurezza dell’approvvigionamento e decarbonizzazione”, ha affermato.

Esclusi 1.980 milioni di euro, che non includono eventuali sussidi o possibili finanziamenti alla Spagna e il terzo collegamento con Italia e Portogallo – la cifra dell’investimento fino al 2030 è di 2.755 milioni di euro.

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Nell’asse delle infrastrutture del gas e dell’idrogeno e dei business adiacenti, Engas prevede al 2030 investimenti per complessivi 1.780 milioni di euro, di cui 890 milioni corrispondenti al periodo 2022-2026.

La previsione normativa del 3% di idrogeno come limite per l’immissione nella rete del gas prevede l’adeguamento delle infrastrutture, il lancio dell’impianto di El Musal come hub logistico e l’adeguamento o il progetto di “collegamento verde” del biometano. Connessioni alla rete, tra gli altri.

La società prevede di investire 850 milioni di euro in questi progetti di infrastrutture di conversione del gas naturale, 470 dei quali entro il 2026.

Il primo asse di questo sviluppo comprende infrastrutture dedicate all’idrogeno rinnovabile, per le quali si prevede di investire 690 milioni di euro, di cui 235 milioni fino al 2026.

A questi elementi infrastrutturali, se approvati, si aggiungeranno tre potenziali progetti per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti in Europa, come il gasdotto sottomarino tra Spagna e Italia, al quale il gruppo parteciperà insieme alla SNAM italiana. 1.500 milioni di euro nel periodo; Oltre a un terzo collegamento con la Francia attraverso i Pirenei, con un investimento di 370 milioni di euro, e un terzo collegamento con il Portogallo, circa 110 milioni di euro.

In termini di asse innovazione, tecnologia e digitalizzazione, il progetto Enagas intende investire 105 milioni di euro. Di tale importo, 90 milioni si riferiscono al periodo compreso tra il 2022 e il 2026. Tra le altre iniziative e progetti, è inclusa anche la partecipazione di Enakas ai fondi Hy24 e Klima.

600 milioni per lo sviluppo internazionale.

Nello sviluppo internazionale, la società prevede di destinare 600 milioni di euro (150 milioni tra il 2022 e il 2026) a progetti progettati lungo la rotta del Mediterraneo, come il raddoppio della capacità del Trans-Adriatico Pipeline (TAP) a 20 miliardi di metri cubi e il miglioramento delle infrastrutture. In Grecia, la sua controllata TESFA e in Albania, sulla base dell’accordo recentemente firmato con il TSO AlbGaz.

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Infine, nelle operazioni e nei progetti di Enagás Renovable, prevede di investire 205 milioni di euro attraverso la sua controllata in 30 progetti per la produzione di idrogeno rinnovabile e la decarbonizzazione di tutti i settori e 85 milioni di euro in 20 progetti per la produzione. La promozione del biometano e della gestione dei rifiuti contribuisce allo sviluppo di un’economia circolare. Un totale di 290 milioni di euro, di cui 170 milioni corrispondenti al periodo 2022-2026.

Completato a luglio l’ingresso del partner di Enex Renewables.

In questo senso, Gonzalo dovrebbe chiudere questo luglio con la società Enagás Renovable del Clean H2 Infra Fund, con il 30% di capitale.

L’amministratore delegato di Enagás ha sottolineato che “la maggior parte degli investimenti” nel piano strategico del gruppo “hanno un modello di business regolamentato o saranno regolamentati in futuro, oppure hanno accordi che garantiscono sicurezza sui ricavi paragonabile all’attività regolamentata.

Al riguardo, la prima fase del piano strategico di Enagás tra il 2022 e il 2026 consiste in un quadro normativo stabile e nella seconda fase, a partire dal 2027, saranno predisposte le piattaforme regolatorie, in particolare, per le nuove reti del gas rinnovabile. Idrogeno.

Enagás stima che l’entrata in funzione degli investimenti previsti nel suo piano cambierà il profilo della società, che prevede una crescita redditizia del proprio margine operativo lordo (Ebitda) rettificato per i dividendi del 2% annuo nel periodo 2022-2030. 4% dal 2026.

Remunerazione degli azionisti.

Quanto al dividendo, il gruppo ribadisce il percorso già segnato di aumento dell’1% in questo 2022 – fino a 1,72 euro- e 2023 – fino a 1,74 euro- e 1,74 euro fino al 2026. Finora la società ha dato visibilità alla remunerazione dei suoi azionisti.

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Enakas ha evidenziato che la determinazione di tale remunerazione fino a quell’anno “è compatibile con una struttura di bilancio solida e ottimale, con un rapporto fondi da operazioni/indebitamento netto (FFO/DN) superiore al 14%”.

Sia la remunerazione dell’azionista che il piano di investimenti sono supportati dalla previsione di una solida generazione di cassa per il periodo e, al 31 dicembre 2021, dalla buona situazione dei flussi di cassa della società, pari a 3.300 milioni di euro.

380-390 milioni di utile nel 2022.

Guardando al 2022, Enakas prevede di chiudere l’anno con un utile compreso tra 380 e 390 milioni di euro, compreso l’impatto positivo della vendita degli asset e l’impatto negativo del calo dell’investimento della società statunitense Tallgrass Energy. Circa 130-140 milioni di euro.

L’utile netto normalizzato sarebbe di 360 milioni di euro escluse le plusvalenze straordinarie dal processo del ciclo degli asset e la “svalutazione” di Tallgrass Energy.

D’altra parte, nell’ambito del piano strategico 2022-2030, l’azienda ha anche presentato la sua nuova ‘road map’ di sostenibilità e trasformazione, con l’impegno di raggiungere la carbon neutrality entro il 2040.

A tal fine ha delineato un percorso di decarbonizzazione con obiettivi di riduzione delle emissioni per uno scenario di aumento della temperatura di 1,5ºC, che ha già consentito una riduzione del 54% delle tonnellate di emissioni di CO2 equivalente (tCO2e) tra il 2014 e il 2021. Inoltre, il suo obiettivo indiretto 3 è destinato a ridurre le emissioni del 25% e del 50% rispettivamente entro il 2030 e il 2040.