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Crisi nella coalizione di governo italiana: Mario Draghi rifiuta il “ricatto” e minaccia di dimettersi dall’esecutivo

“Un governo non lavora con un ultimatum, perde il suo principio di esistenza”, ha avvertito il premier Mario Draghi.

Le prossime ore definiranno quale sarà il vero supporto per il proseguimento di Mario Draghi alla guida dell’esecutivo italiano. Una giornata di incontri per il Presidente del Consiglio, ma il leader del Movimento 5 Stelle (M5S). Giuseppe Conte, In vista del voto di giovedì al Senato sulla fiducia riposta nel disegno di legge sugli aiuti ufficiali per affrontare la crisi economica del Paese.

Per Condé, chiama Consiglio Nazionale M5S, in cui il leader presenterà la sua posizione. Il presidente del Consiglio, dal canto suo, incontra oggi le imprese dopo aver aperto il confronto sulle iniziative tra i suoi partner nella coalizione di governo.

Ambiente L’ultimatum di Draghi. Il premier ha avvertito martedì che si dimetterà dalla carica di presidente del Consiglio d’Italia se il suo partner M5S lascia la coalizione di governo, invitando i partiti che lo sostengono a smettere di minacciare il suo governo.

Giuseppe Conte, leader del M5S ed ex capo del governo La scorsa settimana ha presentato un elenco di cambiamenti politici che avrebbe dovuto apportare per rimanere nella coalizione di governo a Roma. Conte ha messo in dubbio alcune affermazioni di Draghi sulla cacciata dell’ex presidente del Consiglio dal partito fondato da Pepe Grillo nel 2009.

Si svolgerà questa settimana al Senato Voto cruciale su un pacchetto di misure a sostegno di famiglie e imprese di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia, ci sono dubbi sulla partecipazione del M5S al voto, che rischia di uscire dalla struttura della coalizione.

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Già il mese scorso, un altro importante azionista, Il leader della Lega Matteo Salvini avrebbe dovuto esaminare a settembre se il suo partito sarebbe rimasto nella coalizione.

Draghi ha affermato senza mezzi termini in più occasioni, direttamente e indirettamente, che il governo di unità nazionale si trova ad affrontare una situazione difficile. Non accettare minacce da nessun partito politico. Posizione discussa con il Presidente Sergio Mattarella è stato il compositore della coalizione di governo.

Il suo avvertimento qualche ora prima in questo senso: “Un governo non lavora con un ultimatum, perde il principio della sua esistenza”, ha detto Mario Draghi. L’ex capo della Banca centrale europea (Bce) ha aggiunto che il M5S non è disposto a rimanere in carica se lascerà il governo.

Il leader del M5S ed ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, come annunciato ieri, delineerà oggi la sua posizione sulle misure previste dal governo.  La mozione determinerà il voto di domani al Senato.
Il leader del M5S ed ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, come annunciato ieri, delineerà oggi la sua posizione sulle misure previste dal governo. La mozione determinerà il voto di domani al Senato.

Alcune modifiche al programma di assistenza sono soggette a negoziazione. In questa situazione, si tenta di disinnescare la tensione, Draghi ha cercato con i sindacati di affrontare molte delle priorità politiche del M5S. Qualcosa di simile è stato cercato oggi nell’incontro con Carlo Bonomi, capo di Confindustria.

La disgregazione del governo ha iniziato a preoccupare anche i governatori di varie regioni. Chi oggi “lascia” il governo Tragico commette un doppio errore: “Stanno mandando a casa un governo di unità nazionale che è innanzitutto una legislatura che crea qualcosa di utile per il Paese, ma soprattutto, più seriamente, si sottrae alle responsabilità”. E responsabilità verso gli elettori. Così Giovanni Totti, governatore della regione Liguria e capo del Centro Italia, si è fatto avanti per sostenere il presidente del Consiglio.

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Dall’amministratore Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, ha dichiarato: «Il presidente Draghi ha chiarito che questo governo è nato da questa maggioranza e ogni altra forma va verificata. Al momento i 5 stelle presentano temi che non sono all’ordine del giorno del governo.

Man mano che le dichiarazioni proliferano, Decisivo sarà l’incontro del Consiglio nazionale del M5 convocato prima del voto di fiducia sugli Aiuti al Senato. Le prime indiscrezioni suggeriscono che prevarrà una linea da falchi grillini: distinguersi dal votare in Senato un pacchetto per andare con le famiglie vulnerabili alla crisi. Una posizione diversa, tuttavia, creerebbe scenari inaspettati e pericolosi che metterebbero a dura prova la coalizione di governo.

Giuseppe Conte, come ha annunciato ieri, spiegherà oggi la sua posizione sulle misure previste dal governo. La mozione determinerà il voto di domani al Senato.

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