“Si veda quello che è successo con le autostrade…”

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Il dottor Zaccari sul rapporto pubblico-privato convenzionato

Sul sempre più consistente ingresso del privato convenzionato in sanità, ecco la riflessione (seconda e ultima puntata) del dottor Carlo Zaccari. Prestazioni del privato, costi e differenze con il servizio pubblico, che idea ha in merito? “Nel bilancio di una struttura sanitaria le voci fondamentali sono il costo del personale, l’acquisto dei farmaci e dispositivi medici, il costo dei servizi (pulizie, vitto e lavanderia). Se è vero che una struttura privata convenzionata realizza un copioso guadagno fornendo la stessa prestazione a costi minori, è inevitabile che ci sia una minore qualità nell’assistenza, nel vitto, nelle pulizie nonché in un personale inadeguato per numero, più sfruttato e con meno diritti. Come si può allora sostenere la bontà del privato rispetto al pubblico? Se la Regione rendesse pubblici i contratti in essere con le strutture sanitarie convenzionate ci si accorgerebbe, come succede anche nelle altre Regioni governate sia dalle destre che dal sedicente centro sinistra, che esami di ecografie, Tac, Rmn vengono pagate cifre che arrivano ad essere superiori fino a tre volte tanto più di quello che un cittadino paga in una struttura privata non convenzionata e nello stesso tempo anche essa realizza un guadagno. D’altronde è già risaputo che il Comune di Fano rinuncia ad un milione di tasse che il privato avrebbe dovuto pagare per la costruzione della clinica privata a Chiaruccia, il quale già parte con un budget assicurato di 15 milioni di euro l’anno. Quindi questi sono corposi regali di soldi pubblici con rischio d’impressa pari a zero”. Però il privato nella sanità esiste anche in altre nazioni? “Nei paesi con sanità privata i costi lievitano in maniera inarrestabile perché la rete comprendente industria sanitaria, industria farmaceutica e strutture sanitarie private che sono alla ricerca di un sempre maggior profitto, punta solo ad aumentare i costi sanitari, cosa che è l’esatto contrario del miglioramento della salute. Molti studi certificano che in questi paesi si registrano i peggiori risultati in termini di salute con gravi disuguaglianze. Inoltre i costi dei servizi sanitari pubblici sono sistematicamente inferiori a quelli dei sistemi privatistici. A conferma di tutto ciò, la spesa sanitaria degli italiani è aumentata ogni anno in parallelo alla sempre più marcata privatizzazione della sanità fino a raggiungere 35 miliardi nel 2017, con un fondo Sanitario Nazionale di 111 miliardi”. Che cosa ci si può allora aspettare dal processo di privatizzazione? “Niente di positivo, si faccia l’esempio in parallelo con quanto successo con le autostrade. Un patrimonio pubblico che poteva portare solo guadagni è stato dato in concessione a privati ed anche in questo caso senza bandi pubblici. Il risultato è stato l’aver avuto pedaggi più cari d’Europa e nel contempo non si sono fatte neppure le manutenzioni, tant’è che crolla il ponte di Genova…!”.

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