Cagli, Viti: “La città ha bisogno di un nuovo Risorgimento”

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“Il Futuro in Comune” ha in Paolo Viti il candidato sindaco. Viti, qual è in questo preciso momento la cosa più importante di cui necessita Cagli? “La nostra comunità ha bisogno di sperare in un progetto nuovo e nella condivisione dello stesso, in maniera partecipativa, sentendolo come proprio. Abbiamo bisogno di un nuovo Risorgimento, di un nuovo impulso collettivo che possa farci tornare ad essere il centro di un territorio vasto, con la riconoscibilità di comune leader all’interno della Unione Montana. Facciamo fatica a prendere consapevolezza di questa situazione e la prima cosa che chi andrà ad amministrare dovrà fare sarà proprio di riformare una speranza collettiva, condivisa, impegnata a riprendersi un suo ruolo. Il futuro in Comune indica una strada ben precisa di impegno da sottoscrivere insieme: lo potremmo anche ribaltare nella sua lettura per capire che, se avremo la forza e la capacità di spendere la forza comune di una collettività, potremo riavere un vero futuro. Indicando le cose tangibili e concrete, in questi mesi di lavoro e di incontri, ho percepito che Cagli ha necessità di una maggiore sicurezza sanitaria, di ritrovare alcune potenzialità del proprio ospedale, di uno sviluppo occupazionale giovanile e di lavori pubblici essenziali dopo anni di stagnazione. Quello della mancanza di adeguati impianti sportivi è un altro grande problema avvertito da tutti, con una progettualità collettiva su cui credere e lavorare da subito. Ci sono categorie/associazioni e settori che si sentono distanti dall’amministrazione, a cui ridare forza ed attenzione e nuovi stimoli necessari per una vera ripartenza.” In caso di una eventuale vittoria, sarebbe disposto a collaborare anche con i due candidati sindaci sconfitti e le rispettive squadre? “Da sportivo, c’è uno sport che più di altri ha su di me un grande fascino ed è il Rugby, per la lealtà della sfida, per l’impegno che gli atleti mettono in campo, per il rispetto delle regole. Si dice che la parte migliore di questo sport sia il “terzo tempo” successivo alla contesa, in cui gli atleti ed i tifosi insieme festeggiano e socializzano a prescindere dal risultato ottenuto. Questo è per me lo spirito con cui scendo in campo e con cui vivrò dal 27 maggio in poi. Rispetto totale dei candidati sindaci, delle loro squadre e collaborazione totale. Anzi, se dovesse vincere la mia lista Il Futuro in Comune, siccome tutti dovranno far parte della mia strategia di governo, ognuno di loro sarà il ben accetto, soprattutto in alcuni settori di loro competenza.” Visto che lei viene da una lunga esperienza di amministratore di banca, quali saranno le differenze più importanti e le similitudini che incontrerà se dovesse essere chiamato ad amministrare il nostro comune nei prossimi 5 anni? “È una domanda a cui faccio fatica a rispondere in poco spazio. La banca (settore del credito) si dice che sia uno degli snodi nevralgici dell’economia, del lavoro, del benessere della società con la doppia funzione di gestore dei risparmi ed erogatore di opportunità tramite gli impieghi concessi. Pur nella sua complessità e delicatezza del lavoro, ha minori complessità rispetto all’amministrare un comune come quello di Cagli. Il ruolo di amministratore ed in primis di sindaco, è un ruolo che ingloba aspetti di rilievo che identificano un’intera collettività: mi riferisco a settori da stimolare e da incentivare come il commercio, la pubblica istruzione, i servizi sociali, la sanità laddove si riuscisse veramente ad incidere, alle politiche giovanili, ai lavori pubblici da far ripartire con urgenza e programmazione, all’urbanistica e ad un ripensamento di Cagli e delle sue frazioni. Ci sono aspetti come la tutela collettiva dell’ambiente, il turismo che dobbiamo incentivare, le politiche agricole da ripensare in un contesto ambientale e naturalistico, la cultura e l’arte di cui siamo comune privilegiato ed a quell’insieme di manifestazioni territoriali da riqualificare e non far morire. C’è il peso che sento gravoso di ridar vita alle frazioni con un decoro da ripristinare non derogabile, con una presenza viva ed attiva dell’amministrazione. C’è da mettere mani ad uno sviluppo economico che deve poter limitare gli effetti tragici dello spopolamento e dell’invecchiamento medio della popolazione. C’è da rimettere mani alla macchina comunale ed alla cura del personale interno, con possibili uscite senza un adeguato numero di subentri. Ci sono 8500 persone a cui ridare una speranza ed un progetto, risposte ai loro problemi, cosa che mi rendo conto estremamente gravosa. Per adesso prometto solo impegno e che, con la mia grande squadra e l’intera collettività, cercherò di affrontare e risolvere i così tanti aspetti della vita amministrativa, passo dopo passo.”

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