Sanità: Zaccari: “Verso un sistema che tutela i più ricchi”

Rosalba Cagli
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TRATTO DAL’ULTIMO NUMERO DI FLAMINIA & DINTORNI APRILE 2019

La riflessione del medico ospedaliero in pensione: “Tutto gradatamente in mano dei privati”

Sull’entrata del privato convenzionato nel nostro sistema sanitario raccogliamo l’analisi di un medico ospedaliero a riposo, il dottor Carlo Zaccari. “La sanità come diritto uguale per tutti, è una conquista sociale degli anni ’70 e oggi viene seriamente messa in discussione. In assenza di una netta inversione di tendenza, ci si ritroverà con un sistema sanitario che proteggerà tanto, quanto più si è forti economicamente. Destre e sedicente centrosinistra stanno lavorando per arrivare ad un sistema a tre comparti: un pubblico di bassa qualità per indigenti, uno mutualistico per chi ha un contratto di lavoro e uno assicurativo per chi ha un alto reddito”. Perché queste considerazioni? “In Italia negli ultimi 20 anni è stato portato avanti un comune, lento e silenzioso smantellamento del sistema sanitario. Dal 2003 al 2015 il personale a livello nazionale è sceso di 44.000 unità, i salari hanno subito una svalutazione del 13,2%, il precariato è diventato la norma, (nel 2016 nell’Asur Marche i precari erano 1235) e gli organici hanno subito drastiche riduzioni”.  Quali esempi pratici nella nostra provincia? “Più di un reparto o servizio è andato avanti per mesi con solo due medici. Nel 2013, in Italia, il privato aveva il 26% di posti letto ospedalieri, il 55% della specialistica ambulatoriale, il 78% dell’assistenza territoriale residenziale con il 66% di quella semiresidenziale e il 77% della riabilitazione. Ora la situazione è ancora più sbilanciata a favore del privato grazie alla Giunta Ceriscioli. Altro che privato a supporto del pubblico! Emblematiche le dichiarazioni del consigliere regionale Traversini sull’ex ospedale di Cagli (Corriere Adriatico 28/11/17, Resto del Carlino 1/12/17 Flaminia e Dintorni dicembre 17): dice che nel 2016 il Pd aveva già pensato alla gestione convenzionata con il privato, per offrire quei servizi che non venivano più erogati. E chi lo impediva se non loro stessi, visto che sono gli amministratori? Aggiunge che vi saranno più posti letto: ma allora quei posti letto impossibili con il pubblico, diventano possibili con il privato? Dice anche che il budget aumenterà di qualcosa (da notare che prima vi era anche il Ppi ora scomparso) ed aggiungendo che verranno spesi soldi pubblici per l’adeguamento sismico, in modo da dare al privato una struttura dotata di tutti i requisiti”. Quali conclusioni allora? “Stiamo assistendo all’applicazione di quella che l’intellettuale americano Chomski chiama tecnica per arrivare alla privatizzazione: tagliare i fondi, non far funzionare il sistema, stremare i cittadini, consegnare il servizio pubblico al privato. Tutto ciò sta avvenendo con il completo silenzio delle varie imprese private senza bandi pubblici e allora sorge il sospetto che sia in atto un tacito accordo di spartizione, avallato da forze politiche al governo delle Regioni. D’altronde basterebbe leggere i nomi dei titolari di queste aziende!”.

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