Barriere anti-rumore, Pergolesi (M5S) invoca un tavolo di coordinamento per trovare un’alternativa condivisa con i Comuni

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La consigliera regionale pentastellata ha presentato una mozione, che ha trovato il sostegno anche di esponenti di maggioranza, per coinvolgere maggiormente gli enti locali nelle decisioni di RFI riguardanti la riduzione del rumore dei treni

Un tavolo di coordinamento con tutti gli enti e i Comuni coinvolti dal progetto di installazione delle barriere fonoassorbenti lungo la ferrovia. Obiettivo: trovare un’alternativa condivisa in grado di ridurre l’inquinamento acustico senza impattare sul paesaggio e sulla qualità dell’aria, agendo direttamente alla sorgente del rumore. È quanto chiede Romina Pergolesi con una mozione, concordata durante l’incontro con la sindaca del comune di Falconara, il consigliere Bruno Frappiccini del 5 Stelle locale ed i senatori Fede e Coltorti della commissione parlamentare Infrastrutture, sottoscritta anche dai colleghi d’aula Enzo Giancarli (Pd) e Boris Rapa (Uniti per le Marche) contattati dall’amministrazione falconarese. «Il consiglio regionale – ricorda la consigliera regionale pentastellata – ha dato il via libera all’unanimità (19 voti favorevoli) a una risoluzione a propulsione 5 Stelle che accoglie la posizione contraria di molti Comuni al progetto RFI per la mitigazione del rumore. L’atto è stato condiviso da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione e recepisce le sette mozioni all’ordine del giorno che sollevavano dubbi sull’impatto paesaggistico e ambientale delle barriere fonoassorbenti. Con la risoluzione, l’Assemblea legislativa chiedeva al Presidente della Giunta Regionale di “farsi portavoce, in tutte le sedi competenti, delle decisioni assunte da ciascun Comune marchigiano costiero, interessato dagli interventi di risanamento acustico previsti dal Piano redatto da RFI, così come risultato dai rispettivi atti inviati alla regione, e a promuovere e sostenere il rispetto delle prescrizioni contenute nell’intesa sul Piano degli interventi di contenimento dell’abbattimento di rumore espressa dalla Conferenza Unificata del 1 luglio 2004″». Prosegue Romina Pergolesi: «La scelta di RFI di privilegiare esclusivamente manufatti fonoassorbenti, invece di agire alla “sorgente” del rumore, vale a dire su binari e materiale rotabile, come fra l’altro prevede il D.M 29/11/2000, produrrà conseguenze particolarmente critiche dal punto di vista visivo, soprattutto nelle zone turistiche con particolari valenze paesaggistiche, che costituiscono una ricchezza e una risorsa per questa regione. La tutela del paesaggio è sancita dalla Costituzione. Da non sottovalutare, inoltre, le ripercussioni ambientali, in quanto tali barriere andranno a ostacolare il naturale ricircolo dell’aria in zone con situazioni ambientali già gravate da industrie insalubri o da intenso traffico automobilistico».
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