Colli al Metauro reinserisce al lavoro tre “over 30” disoccupati

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Rosalba Cagli
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Il neo-Comune metaurense protagonista insieme a Fano, Fossombrone e Acqualagna di un progetto regionale innovativo teso al reinserimento lavorativo di disoccupati ad alta specializzazione

E’ arrivata alcuni giorni fa la notizia da parte del Servizio Attività Produttive, Lavoro e Istruzione della Regione Marche la comunicazione dell’ammissione a finanziamento del progetto presentato sotto forma di partenariato dai Comuni di Fano (capofila), Colli al Metauro, Fossombrone e Acqualagna in risposta al Bando POR Marche FSE 2014/2020, Asse 1 Asse 1 p.inv.8.1. R.A. 8.5 «Contributi per la realizzazione di progetti di crescita, integrazione ed occupazione promossi dai Comuni a favore di soggetti disoccupati, residenti nella regione Marche».

Davvero un gran bel risultato per un progetto altrettanto ambizioso e che ha richiesto non poco lavoro, soprattutto per i responsabili del Comune capofila che hanno coordinato i diversi rappresentanti dei Comuni coinvolti: per il Comune di Colli al Metauro ha partecipato l’Assessore alla Cultura Andrea Giuliani, che è davvero soddisfatto del risultato: «Fin da pochi mesi dopo il nostro insediamento avevo iniziato a  lavorare (insieme ad Irene Cecchi di Saltara) ad un progetto che potesse valorizzare, nel caso specifico attraverso lo studio di tipo archeologico, storico ed architettonico delle strutture urbane e periurbane, i nostri cinque borghi murati di Saltara, Montemaggiore, Serrungarina, Pozzuolo e Bargni.

Un progetto ambizioso che necessitava di risorse, tempo ed energie non indifferenti: perciò, quando si è presentata l’occasione del Bando Regionale, ho pensato che una collaborazione condivisa tra Enti affini e la possibilità di poter disporre di qualche risorsa umana in più ad alleviare la cronica carenza di personale dei nostri uffici, potesse rappresentare una concreta possibilità di concludere almeno qualcosa».

Un pragmatismo che alla fine si è rivelato fruttuoso: «Insieme agli altri Comuni abbiamo proposto alla Regione un progetto denominato “Ecomuseo della Valle del Metauro” sulla base di un partenariato che – pur nella sua natura “straordinaria” – si qualifica quale follow up, un naturale proseguo del progetto di Distretto Culturale Evoluto «Flaminia Nextone»  appena compiuto e condiviso fra gli altri proprio con i Comuni di Acqualagna, Colli al Metauro e Fossombrone: un modo anche per dare continuità ai validi progetti passati e valorizzarli ancor di più, senza disperdere risorse sempre meno abbondanti».

Come si attuerà il Progetto appena finanziato a Colli al Metauro? «Come previsto dal Bando, emesso con l’intento di favorire la presenza di giovani e disoccupati diplomati e laureati, per il loro reinserimento lavorativo all’interno degli Enti Pubblici, da maggio inseriremo nei nostri staff tre “over 30” del territorio, selezionati previa la candidatura volontaria degli stessi presso le strutture dei JOB regionali.

I tre tecnici si concentreranno, a partire da maggio (e fino alla fine dell’anno per la prima fase del progetto)  su attività di studio, ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico, storico-culturale e del paesaggio del Comune di Colli al Metauro con particolare riferimento ai “mosaici romani di Saltara” ai resti del basolato stradale e reperti in terracotta rinvenuti a Tavernelle.

Più specificamente l’attività prevede l’approfondimento della conoscenza del patrimonio culturale comunale tramite lo studio puntuale e la creazione di un archivio digitale propedeutico per attivare qualunque azione di valorizzazione, conservazione e tutela future; la realizzazione di una pubblicazione con i risultati ottenuti; il potenziamento della fruibilità turistica delle strutture più importanti dal punto di vista storico-artistico in collaborazione con Maps.

Il progetto prevede che le risorse umane impiegate siano economicamente a totale carico della Regione Marche, mentre a carico del Comune di Colli al Metauro resteranno solamente gli oneri assicurativi INAIL ed ovviamente la predisposizione delle postazioni di lavoro che verranno allestite nell’ex Municipio di Serrungarina: un modo più che buono per ridare vita e dignità ad una ex sede municipale che tornerà a vivere e produrre cultura.

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