Fabbri (consigliere regionale M5S): “Ospedale unico a Pesaro: ipotecati servizi sanitari nell’entroterra e avventurosa operazione finanziaria…”

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Rosalba Cagli
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Con la realizzazione dell’ospedale unico provinciale di Muraglia Ceriscioli ipoteca, da un lato, la qualità dei servizi sanitari nei territori dell’entroterra, e, dall’altro, impegna la Regione, per un trentennio, in un controllo complesso e presumibilmente logorante dei servizi che l’ATI realizzatrice dell’ospedale erogherà in esclusiva all’interno della struttura. Purtroppo, considerata la capacità quasi nulla di gestire contratti ed appalti da parte della Regione, la manovra di costruire in Project Financing un ospedale da oltre 200 milioni di euro per oltre 600 posti letto, fa tremare i polsi ad ogni cittadino che abbia un briciolo di buon senso. Si ricordino infatti i 40 milioni di debiti gravanti sull’Aerdorica che gestisce l’aeroporto di Falconara, creati da sciatteria gestionale e incapacità di indirizzo e controllo da parte della Regione, o i milioni di debiti a carico dell’Interporto jesino, o addirittura l’incapacità di gestione dei servizi di ristorazione -mensa e bar- all’interno degli stessi uffici regionali, che negli ultimi mesi hanno fatto registrare controversie e sospensioni di un servizio così semplice.

La Regione non ha particolari competenze nel settore in cui si vuole tuffare, ed infatti ha richiesto assistenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Programmazione Economica (DIPE) ai fini della valutazione della fattibilità della proposta di partenariato pubblico privato. Il DIPE ha espresso un parere, precisando che le analisi e le osservazioni contenute non possano far ritenere il procedimento immune da eventuali contenziosi o farne presumere l’esito positivo. Quindi la Regione, navigando nel buio, si è affidata ad una società di consulenza romana, vista la complessità, l’alta specializzazione e l’entità del piano economico finanziario da analizzare. La consulenza prevede anche la predisposizione di un’analisi comparativa tra la proposta presentata e un appalto tradizionale e il supporto necessario per la stesura del bando di gara per gli aspetti economico finanziari. Sembra che sia il DIPE che la società di consulenza abbiano evidenziato un ritorno positivo dell’investimento, solo a condizione che si proceda alla revisione delle clausole della convenzione proposta, direttamente ed indirettamente riferibili alla ripartizione dei rischi di costruzione (costi e tempistiche) e dei rischi di manutenzione. A questo punto, non solo confermiamo con forza la nostra contrarietà all’accentramento delle principali funzioni sanitarie per acuti in un unico ospedale pesarese, con il già evidente risultato di creare cittadini di serie A e di serie B nell’entroterra, ma riteniamo che avventurarsi nell’utilizzo di strumenti finanziari complessi, per un trentennio, che comportino il ruolo attivo da parte della Regione nel controllo gestionale della struttura, sia particolarmente gravoso ed difficoltoso, quindi da evitare. Confermiamo perciò con sempre maggior convinzione la nostra proposta di ristrutturazione ed adeguamento delle strutture esistenti, per assicurare servizi sanitari adeguati equamente distribuiti sul territorio.

Piergiorgio Fabbri - consigliere regionale M5S Marche
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