La quarta tappa della Tirreno Adriatico grande spettacolo… peccato per le strade…

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Rosalba Cagli

La quarta tappa della Tirreno Adriatico è approdata a Fossombrone da Foligno. La classica del ciclismo internazionale ha celebrato il campione di oggi e reso omaggio a quello di ieri il forsempronese Catullo Ciacci che negli anni Sessanta del secolo scorso al Giro d’Italia era denominato “il gregario della Carpano sempre in fuga” con un secondo posto nella tappa Vicenza-Trieste dietro Rik Van Looy.

E’ stato il consigliere comunale delegato allo sport Bruno Pezzullo a consegnare al 26enne Alexey Lutsenko, vincitore della tappa, una targa ricordo in memoria del campione di casa le cui leggendarie imprese sono ancora nel cuore di tanti suoi concittadini anche se naturalmente avanti negli anni. La piazzetta di Calmazzo, rione dove era nato, porta il suo nome dopo che gli è stata intitolata qualche anno fa dall’allora sindaco Maurizio Pelagaggia. Il campione nazionale kazako è stato il protagonista di un’impresa esaltante. Ha vinto dopo aver attaccato in solitaria a 35 km dal traguardo. Ha guadagnato un margine di 50 secondi. Nel finale è caduto due volte e si è fatto riprendere da Adam Yates, Roglic e Fuglsang quando mancavano 500 metri all’arrivo. A quel punto ha recuperato ancora e ha battuto i tre avversari nello sprint sul traguardo. «Oggi è stata una giornata lunga – ha commentato – era una tappa dura ma ho voluto provare da lontano perché sono in ottima forma. Sono caduto due volte e questa vittoria è meritata. Negli ultimi 25 km non sono stato fortunato ma nel finale ho provato ancora e ho vinto: sono davvero molto contento». L’organizzatore della tappa Alighiero Omicioli: «Come nelle previsioni gran bel spettacolo che ha esaltato ciclismo e agonismo destante tanto entusiasmo tra gli appassionati e la gente lungo il percorso». Il sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci è soddisfatto: «E’ andato tutto bene. Sono contento. Una tappa esaltante». Il consigliere regionale Gino Traversini sul palco per le premiazioni: «A prescindere dal fatto di essere un grande appassionato di ciclismo ho visto uno spettacolo davvero degno di nota. Belle riprese. Ottima organizzazione. Un percorso tecnicamente molto valido che secondo me va tenuto in considerazione visto che tra due anni queste zone saranno toccate anche dal Giro d’Italia». Se non fosse stato per le strada ammalorate, in particolare quella dei Cappuccini a Fossombrone e la discesa di Serrungarina criticate in diretta Rai Sport anche dal tecnico della nazionale azzurra di ciclismo Davide Cassani la giornata sarebbe stata al top.

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