Lettera aperta di Enrico Tosi alle persone candidate alla guida della città di Fano

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Rosalba Cagli
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Abbiamo constatato con piacere che il tema dell’ambiente, e della viabilità in particolare, è centrale nei vostri programmi elettorali. A sostegno, vi forniamo alcuni dati che possono essere utili anche per contrastare le minoranze rumorose che pretendono sempre nuovi parcheggi, lamentano inesistenti “stragi di multe” e mal sopportano i controlli. E’ un semplice calcolo costi/benefici che dovrebbe suggerire una mobilità alternativa a chi può fare a meno dell’auto; quella tradizionale costa mediamente ben 6 – 7 mila euro l’anno e quella elettrica (a parte i problemi di sicurezza delle batterie) non pone alcun rimedio a congestione stradale, occupazione del suolo, incidenti, sedentarietà, impiego di risorse, smaltimento, ecc. Invece, con la bici si guadagna tempo, denaro e salute. Non bisogna inventare nulla: basta copiare i sindaci dei paesi più evoluti che hanno già applicato la “ricetta” giusta: severi limiti di velocità, ztl, isole pedonali, percorsi pedonali protetti, sensi unici eccetto bici, spazi verdi e addirittura “autostrade” ciclabili. Una recente ricerca condotta a Londra documenta i vantaggi della mobilità in bici: risulta infatti che nelle strade importanti, nei centri storici e zone shopping

  • le vendite salgono fino al 30%;
  • il rischio di negozi sfitti è ridotto del 17%;
  • le persone che sostano aumentano del 216%;
  • i pedoni vanno 16 volte/mese, i ciclisti 12 e gli automobilisti 8;
  • l’assenza per malattia cala del 27%;
  • i professionisti si insediano più volentieri.

In Italia qualcosa si muove; per chi usa la bici per andare al lavoro ora esiste la copertura assicurativa; in alcune città si prevedono rimborsi chilometrici; treni e bus cominciano a favorire l’intermodalità; non mancano, a sorpresa, richieste di isole pedonali da parte di commercianti, ecc. La mobilità attiva fa bene anche all’economia; chi va in vacanza in bici spende il 40% in più, rifugge da mete troppo battute, si muove anche in bassa stagione e cerca quanto i nostri territori offrono in abbondanza: storia, arte, natura, enogastronomia e un entroterra da scoprire lentamente. Le Marche si stanno attrezzando con una rete ciclabile regionale che, partendo dalla ciclovia adriatica Veneto – Puglia, comprende tutte le principali vallate fluviali; è un progetto apprezzato, oltre che dagli amministratori pubblici, da tour operator e albergatori; infatti, il cicloturismo ha ampi margini di crescita: oggi in Italia vale circa 2 miliardi di euro, molto meno rispetto ai 7 della Francia e agli 11 della Germania. Quindi, se investirete sulla mobilità ciclistica e pedonale farete quel che serve per restituire ai cittadini, soprattutto ai bambini, gli spazi a loro sottratti da una incontrollata motorizzazione di massa; e avrete sempre al vostro fianco le associazioni ambientalistiche, in primis la FIAB con le sue azioni e le sue proposte. Oltretutto, in poco tempo riavrete moltiplicati più volte i soldi impiegati per rendere la città più vivibile per i residenti e più attraente per i turisti.

Enrico Tosi

 

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