Pergola: Italia, Spagna e Inghilterra insieme nel segno di inclusione sociale e opportunità con la danza 

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Rosalba Cagli
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«Quando danzo non posso giudicare, non posso odiare, non posso separarmi dalla vita. Posso solo essere gioioso e integro». La profonda e celebre frase di Hans Bos, fotografa nel migliore dei modi la ‘sfida’, l’obiettivo lodevole alla base dell’innovativo progetto Erasmus+ Plus “Dance AcCEssibility and Inclusion – DAN.CE IN”, promosso dall’Asd Ijshaamanka di Pergola. Inclusione sociale, pari opportunità, la diversità come ricchezza. Italia, Spagna e Inghilterra insieme nel segno dell’integrazione e di una Europa senza barriere, attraverso la danza.

L’associazione – Fondata nel 2003, l’Asd gestisce con grande successo, tra le altre attività, una scuola di danza e compagnia di teatro danza, diretta da Monia Mattioli, formatasi come ballerina e coreografa contemporanea e classica nelle più importanti scuole italiane ed europee. Oltre a progettare e sviluppare programmi educativi e corsi di formazione professionali, l’associazione ha lavorato all’organizzazione di eventi per l’inclusione di persone disabili utilizzando il linguaggio della danza, in collaborazione con gruppi volontari, cooperative sociali e scuole.

Il progetto – Dance In’ rientra nell’ambito dei progetti patrocinati e finanziati dall’Agenzia Europea di Educazione, Cultura ed Audiovisuale “EACEA”. Curato dall’Asd pesarese, vede come partner l’Asociación Cultural de Danza Integrada Ruedapies (Spagna) e The Garage Trust Ltd (Regno Unito), e la collaborazione del Comune di Serra de’ Conti, dell’associazione di volontariato ‘Il giardino dei bucaneve’, di ‘Nottenera Festival’, del conservatorio di musica e arte di Alicante (Spagna), dell’Università di Valencia (Spagna). Tre le tappe tra Italia, Inghilterra e Spagna. «Con questo progetto – spiegano Monia Mattioli e Giancarlo Taddei dell’Asd – vogliamo accettare la sfida di incoraggiare l’inclusione sociale e le pari opportunità attraverso la danza. E’ rivolto a ballerini professionisti, istruttori di danza, assistenti sociali e disabili e include una fase di studio della metodologia della danza inclusiva, seguita da tre corsi di formazione ospitati in Spagna, Italia e nel Regno Unito. I partecipanti selezionati promuovono la loro capacità di esprimere, il loro desiderio di muoversi, di interagire con se stessi e gli altri e la capacità di partecipare come partner alla pari in un lavoro collettivo. L’obiettivo è condividere questo processo come attività di integrazione, promuovere la coesione sociale». Innovazione e integrazione: «L’aspetto innovativo di questa tecnica di danza inclusiva è che non è possibile praticarla separando i disabili da persone non disabili (normodotate). Il metodo mette entrambi i partecipanti allo stesso livello, rendendoli così interdipendenti in un crescendo di vantaggi reciproci. Promuoviamo l’interdipendenza tra i partecipanti. Le persone con e senza disabilità hanno bisogno l’una dell’altra per lo sviluppo di proposte di apprendimento e creative. Questo approccio supera i concetti di dipendenza-indipendenza che ruotano sempre attorno alle persone con disabilità. Balliamo, investighiamo, esploriamo e creiamo in modo collaborativo». Fondamentale il coinvolgimento del territorio: «E’ una occasione unica per l’arricchimento del territorio e per il progetto in generale. Partiremo dall’associazione di volontariato ‘Il giardino dei bucaneve’, grazie all’amministrazione di Serra de’ Conti e all’assessore Giovanna Fracascia che ci ha permesso di comprendere e conoscere meglio il territorio e le sue dinamiche, per arrivare anche alla compagnia teatrale di rilievo nazionale ‘Teatro Rebis’ e al festival internazionale di linguaggi creativi contemporanei, teatro, cinema d’animazione, musica, arti visive, documentari, danza, ‘Nottenera’, sotto la direzione artistica di Sabrina Maggiori».

Eventi – La delegazione italiana sarà formata da 11 partecipanti. Tre gli appuntamenti. Si partirà da Alicante, in Spagna, dal 15 al 18 aprile. Il primo incontro sarà dedicato all’introduzione della “danza inclusiva”, spiegando le dinamiche, gli scopi e le caratteristiche distintive. Attenzione particolare sarà prestata al clima generale e all’umore del gruppo al fine di stimolare la partecipazione. Verrà istituito un tavolo di lavoro, confronto e scambio di buone pratiche tra i partner del progetto, i docenti e gli studenti dell’università, aperto al pubblico. Il progetto farà tappa in Italia dal 20 al 25 agosto a Serra de’ Conti. La formatrice Maria Luisa Brugarolas proseguirà il percorso formativo con disabili, educatori e ballerini. Il secondo evento spin-off sarà la condivisione con il pubblico, all’interno del festival di teatro e arti figurative contemporanee “Nottenera” di Serra de’ Conti, che dedicherà uno spazio per una performance di danza inclusiva. Ad ottobre si volerà a Norwich. L’incontro, dal 31 al 3 novembre sarà l’occasione per analizzare il processo attivato e confrontare i risultati ottenuti, criticità e la forza di questa esperienza, le aspettative e le prospettive future dal punto di vista dei disabili, degli educatori, dei ballerini e dei direttori delle attività. Ultimo evento spin-off una conferenza aperta al pubblico, rivolta anche a cooperative sociali che operano nell’ambito delle disabilità, per condividere il lavoro svolto e presentare aspetti importanti e innovativi della metodologia del movimento legata alla danza inclusiva, utilizzata come strumento di coesione sociale.

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