Fossombrone: Maura Caramella è la nuova presidente dell’Anmic provinciale

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Maura Caramella è la nuova presidente dell’Anmic provinciale la maggiore associazione italiana della disabilità. E’ stata designata al termine del congresso che si è svolto a Fossombrone alla presenza del presidente nazionale prof. Nazaro Pagano. Giancarlo Balducci, presidente provinciale uscente, rimane con la stessa carica onoraria e con la delega regionale e nazionale. In veste di commissario ha riorganizzato l’ANMIC pesarese che conta mille 500 iscritti e 19 sezioni comunali. «Balducci è stato l’artefice della rinascita dopo tanti problemi che stavano per compromettere la permanenza stessa dell’ANMIC pesarese – ha detto Pagano – adesso siamo tornati ai livelli migliori di efficienza e organizzazione. Mettiamo sempre in primo piano i bisogni dei soci, non chiediamo elemosina a nessuno e manteniamo fermi i principi della solidarietà, dell’impegno e della rivendicazione dei diritti di una categoria troppo spesso dimenticata». Tema centrale del congresso il reddito di cittadinanza. «E’ forte la nostra delusione – ha sottolineato Pagano – perché il reddito di cittadinanza non ha innalzato di un solo euro le misere pensioni di invalidità, ancora ferme a 285 euro al mese. Saremo costretti a scendere in piazza per protestare». Ha poi aggiunto che «il reddito di cittadinanza esclude migliaia di cittadini con disabilità nella stragrande maggioranza dei casi, da ogni beneficio. Sarebbe stato più semplice ed equo garantire a tutti un semplice aumento seppur minimo dell’importo, compatibile con la copertura finanziaria disponibile, mantenendo così fede alle promesse elettorali. Consapevoli delle difficoltà di bilancio avevamo fatto pervenire al Governo una serie di richieste concrete. In particolare l’eliminazione dal concetto di reddito familiare delle prestazioni economiche, vale a dire assegno mensile e pensione di inabilità 100%, in godimento degli invalidi civili. Basti pensare che la presenza in un nucleo familiare di due soggetti disabili beneficiari di trattamenti economici (285 euro al mese, ndr) comporta automaticamente l’esclusione della famiglia dal reddito di cittadinanza. Era poi stata prospettata la possibilità di considerare i soggetti disabili, percettori di prestazioni assistenziali, nucleo autonomo rispetto alla famiglia anagrafica, con la previsione della integrazione di assegni e pensioni 100% fino a raggiungere le soglie previste per il reddito di cittadinanza. Infine era stata indicata l’opportunità per i disabili maggiorenni, non obbligati alla stipula dei patti per il lavoro, di essere inseriti a domanda in un apposito elenco dal quale essere chiamati per l’avvio al lavoro secondo le modalità della legge 68/99. Per quanto possa essere assurdo il primo è lo Stato a non rispettare la norme dell’inserimento nel lavoro dei disabili mentre i privati spesso preferiscono pagare le sanzioni». Completano il direttivo Il vice presidente Patrizio Federici e i consiglieri Martina Patrone, Samuele Biagiotti, Carlo Ruggeri e Gerardo Buscaglia.

Foto: Giancarlo Balducci, Nazaro Pagano e Maura Caramella
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