Lettere in redazione: “A proposito di politica e stampa….”

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Biondi

Caro direttore, la democrazia non è un’istituzione che nasce e si afferma. Storicamente si prova che dei popoli è una conquista. Tutto dipende dalla maturità e dal grado di civiltà che il popolo possiede. La nostra (attuale) ha avuto uomini ricchi d’ideali e maestri di politica: De Gasperi, Togliatti, Nenni, La Malfa (padre) Pertini e tanti altri. Poi, quando il naturale ricambio generazionale porta al comando uomini senza scrupoli, avidi di potere e ricchezze, faccendieri e arrivisti, per la democrazia inizia una forma patologica inarrestabile e difficilmente sanabile. La nostra è gravemente malata. Ora, la nostra classe politica e democratica è scossa dal potere della stampa sia scritta che radiotelevisiva. La fine dei partiti, supporto di ogni democrazia, ha diffuso timori e paure. Il popolo non sa chi scegliere perché è disgustato. La stampa, spesso, oltrepassa i limiti della funzione che svolge e, nel reagire, cade nell’errore di tanti altri che ingiustamente la aggrediscono. Questa non è democrazia. Abbiamo tanti giornalisti che svolgono un ruolo apprezzabilissimo. Tanti altri hanno solo la qualifica di giornalisti e tanti fanno da spalla ai comici che non fanno più sorridere nessuno. Eppure una volta i giornalisti erano maestri di cultura, di politica e dottori della loro madre lingua.

Roberto (Fermignano)
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