Ferrovia Valle Metauro replica a For.bici: “Il ferrociclo è solo l’inizio di una politica volta al ripristino della linea Fano Urbino”

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Ogni volta che per la Fano-Urbino sulla stampa esce una voce diversa dalle idee del Consigliere Biancani (PD), spunta subito dopo un comunicato For.bici che vorrebbe perorare la tesi della pista ciclabile sopra ( o accanto, che è la stessa cosa) i binari della ferrovia. E inizia una serie di elucubrazioni volte a screditare la decisione del Comune di Fossombrone in favore del ferrociclo previsto dalla Legge Nazionale sulle Ferrovie Turistiche come primo passo verso il ripristino dell’intera linea Fano Urbino.  Per fare chiarezza e per correggere le tante inesattezze del comunicato For.Bici di Fano:

1) L’Associazione FVM non ha niente in contrario alla così detta ciclovia intervalliva del Metauro, purché non venga fatta nella fascia ferroviaria, distruggendo la linea Fano Urbino con l’asfalto. Fra l’altro in campo ferroviario non vi sono norme che consentano ciò e le attuali tendenze in campo sicurezza ferroviaria tendono a vietare tale promiscuità.

2) Si può costruire la ciclabile intervalliva altrove in modo altrettanto economico: a) l’esistente pista lungo gli argini del Metauro da Fano fino a Serrungarina, usata in passato per il trasporto di ghiaia dal Medio Metauro fino al mare, con poca spesa può essere riadattata a  ciclabile in sicurezza. Avrebbe un maggiore richiamo turistico lungo il fiume piuttosto che pedalare fra i capannoni delle periferie urbane; b) Oppure si possono usare strade secondarie limitrofe alla ferrovia; senza interferire, che consentono di raggiungere le stesse mete (Progetto F V M di 52 km di ciclabile da Fano ad Urbino). La Regione  ha rigettato questa ipotesi perché non si farebbe a tempo per il 2020 a completare l’opera, perdendo i fondi. Ma ciò non è vero perché il 31.12 2020 è il termine per fare il progetto e non per costruirla.

3) La mistificazione di usare il ferrociclo non in pianura a Fossombrone ma in discesa da Urbino a Fermignano (pendenza massima 28 per mille) evidenzia la ignoranza sul tema: con tali pendenze non si garantisce una gestione sicura per difficoltà di frenata, in curva e nei passaggi a livello lungo la discesa.  La gestione ottimale  dei ferrocicli è proprio in pianura per essere alla portata di tutti. Il  tratto  Fermignano Urbino va lasciato all’uso di ferrovia turistica da ripristinare, in previsione di un  futuro uso trasportistico di tutta la Fano Urbino

4) Si cita sempre la contrarietà di RFI a finanziare il ripristino della Fano Urbino; che ne sa For-Bici  delle attuali tendenze  sulla gestione delle ferrovie? RFI ha recentemente invitato le varie unità territoriali a “proseguire le attività di custodia, tutela e manutenzione delle linee dismesse…”. Per le Ferrovie Turistiche, il contratto di programma tra il MIT ed RFI prevede 235 M€ come stima per la gestione degli interventi su tali linee di particolare pregio; certo è che se non ci si fa sotto a chiedere i finanziamenti, questi vengono dirottati verso linee i cui territori hanno una classe politica quanto meno più tempista.  Classe politica, quella al governo in Regione,  sorda alle politiche trasportistiche dei precedenti ministri Franceschini e Delrio –PD,  come oggi in regione-  che spingevano per la “cura del ferro”; politica che è stata fortemente ribadita dal nuovo Ministro, Toninelli per favorire le zone disagiate ed il pendolarismo con viaggi puntuali,comodi e sicuri. Nel caso in cui, ampliando visione prospettica, una lungimirante classe politica si spendesse per servire l’entroterra e riuscisse a fare ripristinare la Fano Urbino,  si potrebbe  raggiungere Urbino in treno con bici al seguito e ridiscendere poi comodamente a valle, con buona pace di tutti i cicloturisti italiani e stranieri. Con forte miglioramento dell’occupazione e dell’economia della Valle.

da Associazione Ferrovia Val Metauro
www.ferroviafvm.it
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