Alla biblioteca di Sant’Ippolito “Prove d’autore” di Gabriele Anastasio e Stefano Ceccarelli

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Venerdì sera alla BiblioS prima regionale del film

stefano ceccarelli

Venerdì 18 gennaio appuntamento con il cinema sperimentale alla BiblioS, la Biblioteca Comunale di Sant’Ippolito: alle ore 21, si terrà la prima regionale del lungometraggio “Prove d’autore” di Gabriele Anastasio e Stefano Ceccarelli, alla presenza dei due registi. L’incontro è organizzato dal Sistema Bibliotecario CoMeta e dal Comune di Sant’Ippolito.
Il film è il racconto di un anno di laboratorio cinematografico dedicato a ragazzi dai 15 ai 30 anni. Ognuno di loro ha raccontato la propria storia, il proprio quartiere, il proprio punto di vista. Il film, della durata di 64 minuti, è il risultato dell’esperienza di questi sette ragazzi, il loro percorso creativo e formativo attraverso un laboratorio gestito e diretto da Gabriele Anastasio e Stefano Ceccarelli. I sette giovani hanno avuto la possibilità di essere parte attiva nella scrittura dei propri soggetti, hanno preso parte alla scelta del casting, alle riprese, hanno recitato, sono stati autori del proprio lavoro. La locandina di “Prove d’autore” è stata disegnata da Marco Federici di Saltara.

Stefano Ceccarelli nasce a Saltara nel 1982 e vive a Perugia dal 2012. Ha conseguito la Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “Carlo Bo” di Urbino nel 2006 e successivamente ha collaborato come videomaker freelance con diverse realtà del territorio marchigiano, umbro e laziale, e anche per la Rai. Tiene laboratori formativi per i giovani che vogliono avvicinarsi all’ambiente cinematografico. Insieme al Laboratorio di Cinema Gabriele Anastasio di Perugia ha realizzato come regista il lungometraggio “Prove d’Autore” (2017), prodotto dalla Regione Umbria, come aiuto regista il lungometraggio “Totem” (2016), e il documentario “Teatro Rifugio” (2014), anch’esso prodotto dalla Regione Umbria, e sta lavorando a un nuovo film/documentario dal titolo “Amori”, sempre insieme al Laboratorio di Cinema Gabriele Anastasio.

Gabriele Anastasio nasce a Castellammare di Stabia nel 1959 e vive a Perugia da oltre 15 anni. Ha lavorato nel teatro, prima come attore e poi come regista. Negli ultimi anni ha scritto e diretto una serie di cortometraggi, che hanno riscosso premi e menzioni speciali nei festival di tutta Italia. Il Laboratorio di Cinema di Gabriele Anastasio nasce nel 2001 e rappresenta un punto di partenza per una visione del cinema alternativa a quella dei circuiti commerciali e convenzionali. È l’opportunità di guardare con occhi nuovi la realtà. Partendo dall’improvvisazione ogni tema viene sviscerato, sezionato, rielaborato da ciascun individuo e infine arricchito dal suo vissuto personale. È un laboratorio aperto, in cui si cercano nuovi codici espressivi per realizzare un “Cinema Utile”. Di seguito, la recensione di Piergiorgio Giacchè, antropologo, scrittore e saggista italiano Le prove di autore non finiscono mai, e sono meglio e di più degli “esami”. Sono finalmente esercizi che valgono più dei loro stessi risultati. Servono a imparare non sbagliando ma crescendo, soprattutto quando si “prova” a fare cinema e intanto e insieme ad essere “autori” di se stessi.

Così, un Laboratorio di cinema “per ragazzi dai 15 ai 30 anni” come quello condotto – ma potremmo dire condiviso – da Gabriele Anastasio e Stefano Ceccarelli fa meglio e fa di più degli altri modi e linguaggi che si vendono ai giovani come corsi di formazione tanto incessanti quanto inefficienti. Sarà forse perché le “prove di cinema” – più e meglio di quelle di teatro – non pretendono di formare ma spingono a cercare e a cercarsi: permettono un equilibrio fra espressione e riflessione, soprattutto se il laboratorio spinge i giovani autori a ri-prendersi “sul serio”, sia pure “per gioco”. Così, questi video del Laboratorio non sanno di saggi di fine d’anno e non valgono come esami di fine corso, ma sono esercizi di “scuola” nel senso etimologico di Ozio che si oppone al Negozio, di modo di creazione nel tempo della ricreazione. E intanto ci spiegano che il processo è meglio e di più del prodotto. E infine ci suggeriscono che dovremmo tutti tornare a scuola, anzi che non dovremmo uscirne mai… sia i giovani autori che i vecchi spettatori come me.

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