Palazzo Ducale di Urbino: incassi aumentati del 35% nel 2018

Rosalba Cagli
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Ieri mattina, durante la conferenza stampa annuale, Peter Aufreiter, da tre anni direttore della Galleria Nazionale delle Marche, ha presentato i numeri relativi al 2018 (risultati, dati e visitatori) e i progetti per il 2019.

Peter Aufreiter

Il 2018 ha registrato il record di presenze a Palazzo Ducale: 201.456 visitatori, il più alto di sempre, per un incasso di 745.348 Euro. Il 35% in più rispetto a un 2017 che scontava la diffusa paura del terrremoto. Risultati che fanno onore a Aufreiter e alla sua gestione e, come dice lui stesso, che si devono anche all’autonomia gestionale di Palazzo Ducale – garantita dal Ministero – che consente di reinvestire nella Galleria i proventi degli incassi. In sintesi: tutti vogliono fare bene, perché poi potranno fare meglio con i maggiori fondi a disposizione.

Tanti i progetti e le mostre realizzate nel 2018, tutti con ottimi risultati. Per citarne alcuni: “I Giardini del Duca”, finalmente restaurati assieme all’antica meridiana; la splendida mostra dedicata a Giò Pomodoro (che ha inaugurato il filone delle mostre dedicate ai grandi artisti marchigiani); la mostra su Giovanni Santi, padre di Raffaello, inaugurata a fine novembre e visitabile fino al 17 marzo 2019. Quest’ultima in particolare ha riportato a Urbino 40 tavole, tra cui le sette dedicate alle Muse, volute da Federico da Montefeltro per il suo tempietto delle Muse a Palazzo Ducale.

Anche l’arte contemporanea ha avuto il suo spazio con le mostre di giovani artisti locali dello “Spazio K”, nei sotterranei del Palazzo, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti. Inoltre lo stesso Palazzo ha ospitato concerti, rappresentazioni teatrali, degustazioni ed eventi per le famiglie, qualificandosi come luogo di cultura a tutto tondo, così com’è costume nei più importanti musei di tutto il mondo. Da citare infine il settore dei restauri, il cui risultato più importante è relativo allo stendardo di Tiziano, restaurato a Roma e già richiesto in prestito da dieci musei internazionali.

Successo oltre ogni aspettativa anche delle iniziative didattiche, su tutti il concorso “Raffaello in Minecraft”, realizzato assieme a Microsoft e rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado e ispirato alla vita del giovane Raffaello in un’Urbino rappresentata coi mattoncini caratteristici del videogioco. Duemila i partecipanti provenienti da 100 scuole di tutt’Italia. I vincitori verranno decretati a maggio.

Leonardo e il Quattrocento. Mostre e iniziative didattiche per il 2019

Nel 2019 Urbino, come il resto del mondo, celebrerà i cinquecento anni dalla morte di Leonardo. Prevista una grande mostra interattiva che prende spunto dai disegni e dai progetti dell’artista toscano durante il suo soggiorno urbinate, fino ad arrivare alle sperimentazioni scientifiche e matematiche avvenute a Urbino nel ‘400. Schermi, touchscreen e ricostruzioni 3D di macchine ideate nel Rinascimento attendono i ragazzi assieme ad esperimenti di fisica.

Proseguiranno anche le attività didattiche per far scoprire ai ragazzi la cultura rinascimentale attraverso 18 percorsi a tema suddivisi in lezione introduttiva, percorso in galleria e laboratori. Lo scopo è quello di portare sempre più scolaresche in visita al palazzo, investendo sui più giovani.

Un restyling totale in vista del 2020, l’anno di Raffaello

In vista del 2020, anno delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello proseguirà il restyling di Palazzo Ducale. Il Museo lapidario verrà spostato nei sotterranei per dedicare le quattro stanze a piano terra alle numerose attività didattiche per le scuole. Nel piano nobile la Sala delle Veglie e l’Appartamento della Duchessa saranno dedicate a Raffaello mentre al secondo piano verranno aperte nuove sale espositive. Il percorso comprenderà anche l’accesso al Torricino Sud, ora chiuso al pubblico.

La Muta di Raffaello

In corso di preparazione anche la grande mostra “Raffaello e i suoi amici di Urbino”, da ottobre 2019 fino a marzo 2020. Le curatrici sono Barbara Agosti, Silvia Ginzburg e Sylvia Ferino-Pagden, studiose di fama internazionale. Le opere dell’artista urbinate verranno raffrontate a quelle degli artisti che lavoravano a Urbino in quel periodo e che accompagnarono la sua transizione verso la maniera moderna. L’intento primario è quello di ricostruire il tessuto in cui si formò Raffaello e i legami con la sua città.

Ad Aufreitner e al suo staff il merito di aver saputo tessere nuovamente, oggi, quei legami.

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