Frontone, taglio del nastro per l’asilo nido domiciliare “La casa di Pollicino”

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Anche Frontone ha il proprio asilo nido domiciliare grazie al bando nazionale a cui ha partecipato e vinto la cooperativa La Macina che, così dà modo al Comune di dotarsi di un importante servizio. I nidi domiciliari (progettualità nata in America anni fa e nelle Marche nel 2012) si aggiungono agli asili nido pubblici e privati convenzionati, dove una persona, appositamente formata, accoglie in casa bambini per accudirli e provvedere a loro, dal gioco al riposo, dall’attività didattica alla pappa, mentre i loro genitori sono al lavoro, come in un vero e proprio asilo. Requisito fondamentale la residenzialità della casa. E Frontone ha superato ogni ostacolo in tal senso appoggiandosi all’ex scuola materna abitata al piano superiore dal parroco del paese. E così lunedì 12 novembre ha iniziato la sua attività l’asilo nido domiciliare “La casa di Pollicino” gestito presso i locali della ex scuola materna parrocchiale. Un importante servizio per le giovani famiglie del territorio reso possibile grazie alla partecipazione da parte della suddetta cooperativa, su sollecitazione e con il supporto dell’Amministrazione comunale, ad un bando nazionale finanziato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile destinato al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori, particolarmente nelle aree interne più svantaggiate. Il progetto risultato aggiudicatario del finanziamento ha una durata biennale e garantirà il servizio a 5 bambini di una età compresa tra 1 e 3 anni per 11 mesi escluso agosto dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 14:30. Sabato 1 dicembre si è svolta presso i locali del nido una piccola cerimonia di inaugurazione alla presenza del presidente della Coop. La Macina Renato Agostini, della coordinatrice Antonella Merolli, del progettista Massimo Tumini, del coordinatore dell’Ambito sociale n. 3 di Cagli Stefano Cordella, che ha autorizzato la struttura, del responsabile dell’ufficio tecnico comunale Michele Caldarigi, membro della commissione d’ambito, delle insegnanti Alice Pavoni e Giulia Briscolini e del parroco Don Ivan Bellomari, che ha concesso in locazione la struttura. Da parte dell’Amministrazione un caloroso augurio di buon lavoro alle insegnanti e un particolare ringraziamento alla cooperativa che si è occupata anche dell’accurato allestimento degli spazi secondo le esigenze dei piccoli ospiti. L’auspicio è che questo servizio possa divenire stabile nel territorio ed aprirsi ad un numero sempre maggiore di utenti. L’Amministrazione lavorerà alacremente affinchè questo avvenga.

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