Fossombrone: vertenza Rems più che mai decisa…

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Il problema di fondo è di stabilire, una volta per tutte, se l’edificio costruito a ridosso dell’eliporto di Fossombrone, dell’ospedale e del fiume Metauro, e peraltro quasi completato per ospitare la Rems (per un investimento di oltre due milioni di euro, ndr), ovvero i detenuti con problemi psichiatrici, sia avvenuta, anche se in parte, su un terreno vincolato e quindi non edificabile. La vicenda è ancora tutta in alto mare dopo l’ordinanza di demolizione sottoscritta dal Comune a dicembre dell’anno scorso e il blocco cantiere i cui lavori sono fermi e praticamente dismessi da febbraio di quest’anno. Adesso in primo piano è finito il ricorso al Tar da parte dell’Asur. «Nel merito – scrive il Comitato Cittadina NoRems – i rinvii e le prese di tempo richieste dall’Asur Marche nella seduta di discussione del 12 settembre scorso, che il Tar ha accolto – non ci fanno demordere né abbassare la guardia ma, anzi, ci danno nuova linfa per portare avanti la nostra battaglia in tutte le sedi. E’ chiaro a tutti infatti che chi a febbraio 2018 faceva la voce grossa (l’Asur Marche, ndr), dichiarando che l’ordinanza del Comune era da annullare e che l’area Rems non era soggetta a vincolo paesaggistico ed oggi chiede alla Soprintendenza al Paesaggio e ai Beni Architettonici delle Marche di rilasciare addirittura un’autorizzazione paesaggistica postuma, ammette di fatto che il vincolo c’è. La qualcosa rende la Rems abusiva e la situazione non sanabile». Il Comitato si dice convinto che, in seguito alle richieste dell’Asur al Tar di prendere tempo e alla Soprintendenza per ottenere un’autorizzazione paesaggistica postuma, «è la stessa Asur ad ammettere di avere sbagliato totalmente l’opposizione all’ordinanza di demolizione della Rems in sede Tar». A chi chiede se non sia il caso, stando così le cose e anche in maniera evidente, di ritenere che la battaglia sia stata vinta, la risposta del Comitato invita prima di tutto alla prudenza «ben sapendo come in Italia troppo spesso le cose finiscano a tarallucci e vino, noi, dopo aver diffidato a luglio la Soprintendenza a non emettere alcuna autorizzazione né tantomeno pareri, continueremo a vigilare giorno per giorno affinché ciò non accada e continueremo a tutelare i nostri diritti e la legalità in tutte le sedi opportune. Siamo certi, infine, anche a fronte dell’appoggio dato da parte nostra in questa vicenda all’Amministrazione comunale e della collaborazione con essa instaurata da gennaio ad oggi, che il Comune di Fossombrone proseguirà, come ha fatto sino ad oggi, ad opporsi fermamente alla Rems negando ogni sorta di sotterfugio che gli altri enti coinvolti tentassero di fare per aggirare la situazione». A chi spetta in maniera definitiva concedere il nulla osta per il completamento della Rems? Solo ed esclusivamente al Comune dopo che questi ha chiesto il parere, non vincolante alla Soprintendenza. Un altro particolare importante per completare il quadro della situazione. In sede di Conferenza dei servizi, nel momento in cui si avviavano le procedure per la Rems, la stessa Soprintendenza non risulta sia stata coinvolta.

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