Senigallia, la mostra di Enzo Bellini, Cristina Messora e Alessandro Gagliardini dal 12 agosto al 30 settembre

La Fondazione A.R.C.A. inaugura una mostra, dedicata alle ricerche in bianco e nero, di dueartisti emiliani, l’incisore  Enzo Bellini e la pittrice Cristina Messora e delfotografo marchigiano Alessandro Gagliardini dal titolo “THE END”, a cura di Andrea Carnevali. Le arti figurative sono sempre state fonte di stimolo  per il  cinema. Basti pensare allo stile di Bacon nei titoli di testa di “Ultimo tango a Parigi” oppure alle suggestioni espressive di  Hyeronimous Bosch in “Antichrist”.

Nello SpazioArte espongono tre poeti solitari che hanno qualcosa in comune, ossia l’amore per la montagna. La rappresentazione della natura e del paesaggio dei tre artisti ha unaispirazione cinematografica. C’è nelle opere esposte una certa attenzione nella costruzionescenica che non è assolutamente  nuova, ma richiama la produzione di Turner oppure ipaesaggi di Lorrain. L’elaborazioni delle immagini  filmiche diventano curiose riflessionisull’utilizzo della luce e del colore per i nostri artisti. La fotografia di Gagliardini – che non riusciamo a conoscere interamente in questa occasione– ha un taglio cinematografico e i paesaggi urbani o  naturali sono neri come il petrolio.Le sueimmagini sono, del resto, l’incontro di diversi generi che ha assimilato, e a parte il cinema, harielaborato in uno stile personale. Il fotografo  gli effetti speciali la tecnologia digitale che ilcinema fa largo impiego. L’artista vuole creare delle suggestioni forti per raccontare la solitudine dell’uomo contemporaneo. Non ci rimane allora che ritornare a vivere a contatto con la  natura in ambienti lontani dalla civiltà.  ndustriale. E’, invece, una scelta estrema per Cristina Messora dipingere la natura  o la città in bianco e innero. Tuttavia, ella predilige la rappresentazione della montagna dove ha trascorso la sua infanzia o lo spazio urbano in bicromia perché simboleggia la capacità di discernere. La pittrice immagina la realtà, ma si propone rigorosi obiettivi tecnici perché il risultato finale portal’osservatore in un altro spazio, ossia quello interiore e personale. Le acqueforti di Enzo Bellini sono il frutto della ricerca di uno spirito colto, difficile edintellettuale che osserva i modelli del passato perché spinto dal desiderio di perfezione e diemulazione, perciò sperimenta diverse tecniche esistenti per raggiungere  il risultato finale. La  vernice, che ricopre la lastra, non oppone nessuna resistenza alla punta d’acciaio.

Bellini ha insistito nelle prove di stampa e ha tentato di raggiungere con il metallo risultati sempre piùperfetti, riproducendo  la matrice incisa col bulino o con la puntasecca, e adottando morsure multiple nella ricerca di nuovi effetti tonali.

Orari di apertura dello Spazio Arte (Agosto):

Lunedì chiuso - Martedì 16-20 - Mercoledì 9:30 -12:30  21-23 
Giovedì 16:00 – 20:00  21-23 - Venerdì e Sabato 9:30 -12:30 -16-20 - 20:45 -23:00