Sanità, Marotti: “3 domande sul futuro degli ospedali al nord delle Marche”

Fernanda Marotti

Lunedì 23 luglio a Fano i protagonisti del protocollo di intesa (firmato il 5 giugno) sul futuro dell’assistenza ospedaliera della seconda e della terza città delle Marche hanno ribadito la bontà di un progetto che ai più resta incomprensibile, senza lasciare al pubblico la possibilità di fare domande.

Moltissimi, me compresa, hanno già ampiamente articolato il proprio giudizio negativo ma siccome il processo decisionale va avanti e la richiesta di mantenere e potenziare le strutture ospedaliere esistenti continua ad essere ignorata, pongo qui le tre domande che avrei posto lunedì sera a Fano, ringraziando fin da ora chi vorrà rispondere:
1) visto che la privatizzazione non è un obbligo e neppure un merito, è ammissibile che nel testo del protocollo manchi qualsiasi motivazione che giustifichi l’affidamento di posti letto convenzionati ad una nuova struttura ospedaliera privata in presenza di un ospedale pubblico a Fano che verrebbe contemporaneamente depotenziato?
2) Qualcuno ha calcolato a quanto ammonterebbero gli oneri di costruzione relativi alla nuova struttura sanitaria privata, di cui è prevista l’esenzione? Sembra un dettaglio, tanto è vero che l’esenzione è stata inserita in una parentesi all’inizio di pagina 7 della delibera, ma in realtà si tratterebbe di una cifra assai consistente che non entrerebbe nelle casse comunali fanesi. E sopratutto, anche alla luce di questa sentenza del TAR Lombardia, chi di competenza potrebbe verificare se effettivamente l’esenzione del contributo di costruzione può essere applicata soltanto in virtù “..del legame istituzionale che tale struttura ospedaliera presenta con la concorde azione amministrativa della Regione Marche e del Comune di Fano, orientata alla cura degli interessi pubblici sottesi alla pianificazione sanitaria di cui al presente protocoIlo..” citato nella delibera?
3) Siccome il destino dell’Ospedale di Fano è connesso alla realizzazione dell’ospedale unico a Muraglia (nonostante la nuova costruzione non goda più dei cospicui finanziamenti pubblici attesi e si debba perciò ricorrere ad ingenti contributi privati) e visto che oltre a quello di gennaio 2017 sono ormai 4 mesi che è stato consegnato un secondo progetto per Muraglia e di entrambi sappiamo solo quello che ci riferisce la stampa, è possibile avere i dettagli dei 2 progetti e sopratutto delle tecniche di finanziamento, oppure prima di poter esprimere la nostre valutazioni (prevedibilmente critiche trattandosi di project financing in edilizia sanitaria) dobbiamo attendere che il processo diventi irreversibile?
Fernanda Marotti