Ospedale, le richieste del PD di Pergola alla Regione Marche

La questione sanità continua ad essere un argomento spinoso e dalla difficile risoluzione. In questo oceano di informazioni, interviste e leggi, il PD di Pergola, partito dell’entroterra pesarese, avanza una serie di richieste alla Regione Marche.

Al momento il DM 70/2015 prevede un ospedale di base al servizio di un comprensorio con almeno 80mila abitanti, unica possibilità di deroga in esso contenuta è data dai punti 9.2.1 “ospedale in area disagiata” o 9.2.2 “ospedale in area particolarmente disagiata”. La provincia di Pesaro e Urbino ha 360 mila abitanti con l’ospedale di Urbino di 1 livello – spoke e l’ospedale Marche Nord di 2 livello – hub. Pergola in base al vigente Piano Socio Sanitario Regionale e successive delibere regionali, n. 1696/2012 e n. 735/2013, ha avuto, insieme ad Amandola, la deroga come ospedale per acuti di base per area disagiata anche se non in riferimento al DM 70/2015 che ancora non c’era ma per volontà degli amministratori regionali di allora.

Questa deroga per l’ospedale di Pergola è quanto chiediamo a gran voce in base al DM 70/2015, noi del PD e della Lista Civica Pergola Unita per il prossimo Piano Socio Sanitario Regionale in corso di elaborazione” – sostiene Graziano Ilari, coordinatore circolo PD Pergola. “Sconfessare le vigenti regole e proporre un policentrismo ospedaliero per acuti, purtroppo contrasta vistosamente con il DM 70/2015. E sentire affermare dal sindaco Francesco Baldelli che gli ospedali di Pesaro, di Urbino e di Pergola esprimono una forma di policentrismo è una mera speculazione politica. La legge nazionale impone la riduzione della frammentazione ospedaliera. I presidi ospedalieri dove ricoverare pazienti acuti nella nostra Area Vasta 1 sono quelli di Marche Nord (Pesaro-Fano), di Urbino e di Pergola. Sono i servizi sanitari di prossimità ed il sistema di emergenza urgenza che devono essere efficienti. L’ospedale unico provinciale deve essere inteso come insieme degli ospedali per acuti rimasti, secondo la regola che non tutti fanno tutto ma concorrono al miglior risultato (reti cliniche).”

La nostra provincia, come le altre, non è un quartiere metropolitano e gli ospedali rimasti sono tutti necessari, con ruoli diversi, avendo chiaro che i modelli organizzativi moderni richiedono volumi e buoni esiti di attività” – ribadisce. “L’ospedale di Pergola è e sarà strategico per la media bassa complessità del comprensorio. Come PD di Pergola il 4, 5 e 24 luglio ho inviato tre documenti al presidente Luca Ceriscioli e agli altri organi politici e tecnici della Regione Marche per chiedere con motivazioni tecniche e circostanziate il riconoscimento del nosocomio pergolese come ospedale di area disagiata munito di Pronto Soccorso in base al DM 70/2015 da inserire nel futuro Piano Socio Sanitario 2018-2020.”

Voglio anche ricordare tutte le volte che come PD e Lista Civica Pergola Unita abbiamo incontrato il presidente Ceriscioli, i consiglieri regionali Minardi, Talè, Volpini e i dirigenti dell’ASUR Marche a Pergola e presso le loro sedi istituzionali, come abbiamo fatto da ultimo lo scorso 6 febbraio, per ribadire ogni volta la richiesta di potenziamento della Chirurgia, del servizio di anestesia h 24, l’istituzione del Pronto Soccorso, il riconoscimento per l’ospedale di Pergola di presidio di area disagiata in base al DM 70/2015″ – ribadisce il partito.

La Regione favorisca questo percorso perché le leggi vigenti in materia sanitaria lo permettono ed è l’unica via percorribile per garantire l’ospedale di Pergola. Aspettiamo fiduciosi il voto del Consiglio Regionale sulla mozione n. 381 dal titolo “Riconoscimento dell’ospedale di Pergola come presidio di area disagiata” presentata in data 16 luglio 2018 a iniziativa del consigliere Federico Talè (PD).”