Sanità, Ruggeri: “Caos, ma il potere regionale va avanti!”

Carlo Ruggeri

Martedi 17 luglio c’è stato un incontro in Regione tra Ceriscioli e i 7 sindaci delegati dalla Conferenza dei Sindaci della provincia di Pesaro. Un incontro, per carità sul quale non ci sarebbe niente di male, ma, davanti a quei sindaci Ceriscioli ha esposto il metodo dell’oste. Quello che assicura sempre che il suo vino è il migliore! Comportamento adottabile anche a Fano parlando di sanità. La sua esposizione è sin dal suo insediamento a governatore, ripetitiva ed esasperante nell’ottimismo sul buon andamento della riforma sanitaria già scaduta da 4 anni, e proseguita con provvedimenti deliberativi (pressochè tutti, per noi, scellerati) della sua Giunta per lunghi 3 anni, senza riadottare un nuovo Piano Sanitario da discutere in Consiglio regionale. Ma, invece, quel vino è pessimo, dato che  il dramma è in aumento in tutto il territorio, come segnalato proprio martedi 17, in particolare dai sindaci di Cagli, Fossombrone e specialmente Pergola. Questi due ultimi principali esponenti di quel Patto di Piagge, la cui proposta sistemerebbe tutto il territorio provinciale, e di cui Ceriscioli ed altri sindaci “allineati” o “inerti”non vogliono sentir parlare.

Da troppo tempo si va avanti con il caos in aumento  nei Pronto Soccorso dei 4 ospedali rimasti, nei ricoveri ospedalieri sempre più difficili, se non impossibili, nel mal funzionamento dell’assistenza nei miserrimi ospedali di comunità di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, e negli ambulatori Acap di questi tre ex ospedali scelleratamente chiusi. Tutto causato dal baricentrismo sanitario presente ed, ancor peggio futuro (a conferma pare il presidente abbia riferito ai sindaci, il 17 luglio, che  voglia creare addirittura  un unico pronto soccorso in tutta la provincia)… Preannunciamo così sin da ora il senso dell’incontro di Fano di questa sera lunedi 23 luglio. Si vuol  continuare a sopportare simili “stratrategiche rassicurazioni” da oste che perdurano da oltre due anni? Non sono serviti a nulla i nostri allarmi mediatici, non si è ascoltata la voce del popolo  quando  8 mesi fa, il 14 dicembre 2017 in una audizione alla Conferenza dei Sindaci ad Urbino, alcuni gruppi rappresentanti o anche  protettori, dicono loro, della gente, tra cui associazioni pro malati, comitati e sindacati CGIL, CISL e UIL, si sono chiaramente espressi? Proprio i sindacati GIL,CIL e UIL, hanno fatto capolino… Non sapendo a quale santo votarsi per tamponare le crescenti proteste, la triplice sindacale, insieme a noi, sin dalla fine dello scorso  anno, ha comunque condannato le fin troppo visibili macerie sanitarie del potere regionale, così come hanno fatto alcuni sindaci, quelli di Pergola e Fossombrone in primis, il 17 luglio davanti a Ceriscioli, dopo la mescita del suo vino non gradito, dopo l’assaggio, dagli stessi. Ma, analizzando i mensili sviluppi sino ad oggi, e leggendo sulla stampa l’inaccettabile atteggiamento adottato da Ceriscioli, sembra, quello di lunghissimi  8 mesi fa, aggiunto a quello attuale di sindaci non condizionabili, un  lancio di dolore gettato con decisione, ma invano!

Carlo Ruggeri - Comitato Provinciale Pro Ospedali Pubblici