Sanità, Ruggeri: “Tutti (o quasi) genuflessi davanti al potere della Regione”

Carlo Ruggeri

Martedì 17 Luglio, i 7 sindaci di cittadine in cui è presente una struttura sanitaria, ospedaliera od ex ospedaliera, sono stati ricevuti da Ceriscioli in Regione. Ciò ci lascia allibiti, ricordando che da oltre  7 mesi  la Conferenza dei Sindaci si era impegnata a produrre una proposta “indipendente scevra da interferenze”,  da presentare “solo successivamente” a Ceriscioli stesso. Infatti, il 14 dicembre 2017, sindacati, associazioni e Comitati urlarono con tutta la rabbia, in Conferenza dei Sindaci, il dramma scandaloso della sanità in Provincia di Pesaro-Urbino, dovuto principalmente agli intasamenti rivenienti dalla chiusura di 3 ospedali, chiedendo ai 52 sindaci una durissima  reazione “politica” conseguente, richiedente  ad un “policentrismo ospedaliero”.

La Conferenza, quel giorno, decise di delegare i 7 Sindaci titolari di presidio ospedaliero, per elaborare un “accordo” tra loro stessi, portante ad una “proposta indipendente” da sottoporre, subito dopo la compilazione scritta, al Governatore delle Marche. L’accordo fu raggiunto il 29 Dicembre con la soluzione più saggia e logica dell’accantonamento dell’ospedale unico, dell’autonomia degli ospedali San Salvatore di Pesaro e del Santa Croce di Fano, come ospedali di 2° livello (il massimo), dell’autonomia degli ospedali di Urbino e Pergola, come ospedali di 1° livello, e della immediata, indispensabile, riapertura degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro (ora ridotti ad una specie di ambulari nel ricovero e nel soccorso), che, invece, come ospedali per acuti di media/bassa complessità, sarebbero un filtro preziosissimo  decisivo contro l’attuale caos generale da baricentrismo ad imbuto.

L’accordo del 29 dicembre, che soddisfaceva anche il nostro Comitato, fu, in seguito,da menti complesse ed aggrovigliate, o magari genuflesse, furbescamente stravolto, e si rivide un testo incentrato principalmente sul baricentrismo (ospedale unico San Salvatore,Muraglia e Santa Croce di Fano ritornavano  uniti, ed Urbino si esaltava  come unico ospedale dell’entroterra con tanto di sede ammnistrativa strappata a Fano). Ricompariva così il baricentrismo, proprio quello avversato dai rappresentati sindacali, associazioni e Comitati il 14 dicembre 2017, che tanti guai ha causato sino aa ora.  Un ravvedimento in Conferenza, all’ultimo momento, ha portato ancora  a riunire i 7 sindaci, il 30 giugno, per la ricompilazione di una proposta “indipendente” da presentare, solo  successivamente, alla Regione.  Non  è  scaturito nulla, se non l’impegno di rivedersi pochi giorni dopo per la nascita di uno straccio di reazione allo sfascio.

I cittadini erano in attesa dell’atto finale elaborato da menti libere (almeno, si spera, di  alcuni sindaci !), ed invece ecco la notizia, che la riunione “non piu’ libera da pressioni” si fa da… Ceriscioli…

Intanto poco o nulla, da quel 14 dicembre 2017, è cambiato del caos, nei quattro ospedali rimasti in Provincia, che, di fatto è peggiorato nelle prenotazioni con appuntamenti ultra semestrali od annuali o con liste chiuse, nei Pronti Soccorso, nei ricoveri, nelle fughe fuori Regione. Ciò a detta di tanti malati e  famiglie (e noi crediamo alle famiglie ed ai malati, non certo al super/efficentismo estratto di tabelle unilaterali che Ceriscioli eroga tutti i giorni sulla stampa). Una miriade di persone che ci riferiscono, tra l’altro, anche non saltuarie entrate delle forze dell’ordine in alcuni Pronti Soccorso, ormai autentici  gironi danteschi con persone sempre più imbufalite, di letti aumentati oltre misura nelle camere per evitare il clamore dei “fuori reparto”, di reparti continuamente super intasati ed anche, e perfino, di dimissioni volontarie del malato e dei suoi familiari  per “esasperazione”  da non poterne piu’. La tragedia in corso nei 3 ospedali chiusi inoltre, è stata più volte rimarcata sulla stampa, specie dopo il dimezzamento incosciente ed ingiustificabile di letti intermedi, durante le ”rilassanti ferie estive”. Cosa sarà avvenuto martedi 17 luglio, nella segreta stanza di Ceriscioli? Sarà stato il giorno “farsa” del giudizio finale da affossamento infernale definitivo di chi, come sindaco, è stato ribelle e li’, ancor cattivo avrà resistito alle direttive ed al condizionamento? Sarà scaturito, quindi, un altro  lampo “baricentricamente impositivo” del capo della Regione Marche, e tutti, o quasi,  a testa bassa, alla faccia delle grida di dolore, lanciate ben  otto mesi fa da sindacati, associazioni e Comitati dei cittadini, pretendenti, invece  un “policentrismo ospedaliero” con la riapertura dei 3 ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro?

Ruggeri Carlo - Comitato Provinciale Pro Ospedali Pubblici