Attività venatoria e utilizzo dei terreni, Bisonni: “No all’inclusione senza consenso”

Nella proposta di legge presentata dal consigliere del Gruppo misto si prevede di precludere l’esercizio dell’attività nelle zone incluse coattivamente per mancanza del parere favorevole da parte degli stessi proprietari e conduttori di fondi e di diminuire, comunque, la percentuale dal 10% al 5%

Proposta di legge del consigliere Sandro Bisonni (Gruppo Misto) per apportare alcune modifiche alla normativa regionale sulla disciplina dell’attività venatoria in relazione all’utilizzo dei terreni. Prendiamo subito come riferimento – sottolinea Bisonni – quanto previsto dal codice civile, laddove all’articolo 832 si stabilisce che il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo. Partendo da questo assunto appare non congruo includere coattivamente per il 10% i terreni di coloro che non prestano il loro consenso nel territorio delle aziende faunistico – venatorie e agri – turistico – venatorie”. Altro dato significativo è che in altre regioni, come la Toscana e l’Umbria, la percentuale prevista ammonta al 5%. “Anche alla luce di questa situazione – aggiunge Bisonni – risulta importante effettuare un bilanciamento di interessi tra la realizzazione delle stesse aziende ed i diritti di proprietà dei privati in relazione al godimento dei propri terreni”. Nella proposta di legge, quindi, si prevede di precludere l’esercizio dell’attività venatoria nelle zone incluse coattivamente per mancanza di consenso da parte degli stessi proprietari e conduttori di fondi e di diminuire, comunque, la percentuale dal 10% al 5%. Alla Regione viene lasciata la libertà di destinare le aree in questione ad altro uso, sempre nell’ambito della pianificazione faunistico venatoria”.