Ictus a Pergola, poi oltre 150 chilometri in ambulanza e ben tre nosocomi per una 70enne. Baldelli: “Tutto figlio di un ospedale, il nostro, declassato dalla Regione”

L’ospedale di Pergola

Un calvario: l’ictus a Pergola, poi oltre 150 chilometri in ambulanza e ben tre ospedali. È quanto accaduto la scorsa settimana a una donna di 70 anni di Pergola che, colpita da ictus, in poche ore si è ritrovata sballottata dall’ospedale di Pergola a quello di Fano, infine a quello di Torrette di Ancona. La vicenda è stata seguita dal sindaco Francesco Baldelli che, avvisato dai familiari, è accorso in ospedale a Pergola e ha poi seguito personalmente l’intera vicenda, recandosi col figlio della paziente prima a Fano poi a Ancona. La donna, che s’era recata al nosocomio cesanense per visitare una persona amica ricoverata, si è improvvisamente sentita male. Il personale ospedaliero ha subito riconosciuto la patologia ischemica. Non potendo intervenire il nosocomio pergolese, senza pronto soccorso declassato a mero punto di primo intervento, la settantenne è stata trasportata in ambulanza al Pronto soccorso di Fano dove le è stata somministrata la terapia necessaria, quindi trasferita ad Ancona per ulteriori accertamenti e un possibile intervento, poi non eseguito. Ad Ancona la donna è stata ricoverata in rianimazione e, dopo due giorni, riportata a Fano dove si trova tuttora. Un episodio che conferma le criticità dell’ospedale Santi Carlo e Donnino denunciate nei giorni scorsi anche dal primario di chirurgia Francesco Vittorio Gammarota, che ha definito l’ospedale ‘pericoloso’ perché senza pronto soccorso né anestesisti h24. Criticità che il sindaco Baldelli denuncia da sempre. Commenta indignato: “Se il nostro ospedale fosse stato ancora dotato di Pronto soccorso, la nostra concittadina non avrebbe dovuto affrontare il viaggio fino a Fano prima d’essere trasferita ad Ancona, avrebbe potuto contare su un intervento immediato e magari evitare più serie conseguenze. Questo episodio è solo l’ultimo in ordine di tempo. Come sindaco non mi adeguerò mai a tale ingiustizia e continuerò a battermi senza guardare in faccia i partiti ma solo l’interesse dei cittadini. Grande è dunque il dispiacere di aver visto, in questi anni, i consiglieri comunali del Pd-Pergola Unita che, invece di denunciare le gravi decisioni assunte dalla Regione e dal loro partito di riferimento, hanno sempre denigrato la nostra battaglia in difesa dell’ospedale e tentato di nascondere la realtà, arrivando a scattarsi foto ricordo con Ceriscioli per annunciare potenziamenti dell’ospedale che, in realtà, erano miserabili bugie. Torno a chiedere, come faccio dal primo giorno d’insediamento della mia giunta nel 2009, il riconoscimento d’ospedale di area disagiata, con pronto soccorso, chirurgia, anestesia h24, medicina. Chiedo a tutti i partiti di schierarsi con la mia amministrazione senza se, senza ma, soprattutto senza le bugie e le ipocrite piroette di questi giorni”.