Il Pd provinciale applaude all’abbassamento dell’età per lo dello screening mammografico gratuito

Un plauso dal Pd provinciale alla mozione, votata all’unanimità che ha come primi firmatari i consiglieri del Volpini, Giancarli e Biancani, che prevede l’abbassamento dell’età per l’adesione allo screening della mammella. “Ad oggi la Regione Marche provvede allo screening mammario gratuito biennale riservato dal Sistema Sanitario Nazionale alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Nella mozione – affermano il segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile provinciale del Dipartimento provinciale Pd Prevenzione e Salute Marco Pompili – viene chiesta la copertura economica per estendere lo screening alle donne più giovani, abbassando la soglia a 45 anni.  Attraverso la diagnosi tempestiva, il tumore al seno si può fronteggiato più efficacemente, studi e statistiche hanno evidenziato l’aumento dell’incidenza in donne sotto i 50 anni, per questo altre regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia hanno già scelto di diminuire la soglia di età per le campagne di prevenzione”. Il Tumore Maligno della Mammella, infatti, è il più frequente tra le donne.
“I numeri del cancro in Italia 2017 confermano che il carcinoma mammario, non considerando i carcinomi cutanei, è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (28%) è un tumore mammario – precisa Pompili – Si stima che nel 2017 verranno diagnosticati in Italia circa 50.000 nuovi casi di carcinomi della mammella. Nel 2014 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (fonte ISTAT). Dalla fine degli anni Novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-2,2%/anno), attribuibile a maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e quindi all’anticipazione diagnostica ed anche ai progressi terapeutici”. “Prevenzione è salute. Ancora oggi troppo spesso per la politica e le istituzioni il tema della salute è sinonimo di ospedale, quando invece il benessere e prendersi cura delle persone deve coincidere sempre più con la cultura della prevenzione – afferma il segretario provinciale Pd Gostoli – Più in generale l’Organizzazione mondale della sanità (Oms) dimostra, infatti, che anche l’80% delle malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e almeno un terzo di cancro si possono prevenire. Investire sulla prevenzione è importante per ridurre il carico di malattie domani, quelle prevedibili, anche per un welfare più sostenibile”. Infine, tornando allo screening della mammella Pompili aggiunge: “La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. La sopravvivenza infatti è fortemente influenzata dalla prevenzione secondaria e dalla terapia. I dati italiani di sopravvivenza relativa a 5 anni per una diagnosi di Tumore della Mammella a partire dal triennio 1990-1992 fino al triennio 2007-2010 suggeriscono un importante incremento di sopravvivenza dal 78 all’87%, con dati che superano le sopravvivenze europee. Complessivamente in Italia vivono quasi 700.000 donne che hanno avuto una diagnosi di Tumore della Mammella pari al 41% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne). L’importante aumento di sopravvivenza a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è dovuto a diverse variabili, tra cui l’anticipazione diagnostica (legata agli screening) e il miglioramento delle terapie”.