Forum Beni Comuni: “I sindaci vogliono il ripristino della rete ospedaliera”

Dall’ultimo numero di Flaminia & Dintorni (giugno 2018)

Dopo l’ultima conferenza d’Area vasta, interviene il Forum provinciale per i Beni comuni

Dopo la conferenza d’Area vasta abbiamo incontrato lo staff del Forum provinciale per i Beni comuni. “A nostro parere l’11 giugno a Urbino è emerso un dato politico importante: la maggior parte dei sindaci della provincia giudica negativamente la riforma sanitaria del 2013, confermata da Ceriscioli nel 2016. Inoltre molti sindaci convergeranno su di un documento che chiede il ripristino della rete ospedaliera esistente prima dei tagli, l’equità di accesso al sistema ospedaliero di emergenza, il mantenimento a Fano di un ospedale dotato di tutti i reparti necessari per il suo bacino e la redazione partecipata del nuovo piano sanitario”. Cosa rispondete a chi obietta che i tagli sono previsti da una legge nazionale? “Ci sono regioni che hanno applicato la legge in maniera completamente diversa, si veda ad esempio l’Umbria dove si è  salvaguardata la rete attraverso i presidi ospedalieri articolati su più sedi”. Come valutate il documento preliminare del piano sanitario recentemente pubblicato dalla Regione? “Premesso che la cosiddetta riforma avrebbe dovuto ridurre il numero di ospedali, degli accessi impropri ai pronto soccorso, della mobilità passiva e delle liste d’attesa, questi sono alcuni dei dati su cui la Regione dovrebbe riflettere. Pronto soccorso: il numero degli accessi dal 2015 al 2017 è aumentato del 7,4% e i codici bianchi e verdi sono circa il 70%, si tratta cioè di prestazioni con urgenza nulla o minore che richiedono cure rinviabili. Ricoveri fuori regione: nel 2016 su di un totale di circa 31.500 ricoveri solo 4.600 sono stati di alta o altissima complessità, e ben 18.700 di bassa o medio bassa complessità. Tipologia di prestazioni effettuate fuori regione (valore): il 35% ha riguardato l’ortopedia e la rieducazione funzionale, e solo il 2.9 % l’oncologia, il 5.2% la cardiochirurgia e il 3.9% la neurochirurgia. Personale: nel 2017 ci sono 21.100 dipendenti di cui 4.200, e cioè 1 su 5, è un dirigente. Questi dati confermano quello che chiediamo da anni: non si va fuori regione solo alla ricerca dell’eccellenza, ma sopratutto per ortopedia e riabilitazione o per prestazioni di bassa e media complessità che potrebbero benissimo essere fronteggiate da una rete pubblica di strutture ospedaliere filtro”.  Quale è la vostra posizione sul ricorso al privato convenzionato? “Siamo contrari. Il privato convenzionato eroga prestazioni per conto del servizio pubblico e finanziate con risorse pubbliche ed una simile scelta dovrebbe essere motivata e vantaggiosa. Riteniamo invece che non vi sia alcuna ragione per affidare ad una clinica privata a Fano decine di posti letto di ortopedia che potrebbero essere lasciati all’ospedale pubblico Santa Croce o  di affidare ai privati all’interno degli ospedali di Cagli e Sassocorvaro altre decine di posti letti di lungodegenza che fino a qualche mese fa erano pubblici ed erano stati tagliati in nome delle famose leggi nazionali.  Cosa rispondete a chi sostiene che la spesa sanitaria privata nella nostra regione è tra le più basse? “Che i posti letto ospedalieri privati convenzionati (escluse le RSA ecc.) erano già il 17,8% del totale, mentre nel 2018 sono arrivati al 18,6%”.