Burocrazia ed eventi, a rischio le manifestazioni estive. Preoccupazioni per tanti paesi della nostra provincia

Se pensate che il “nemico” dell’estate sia ancora la zanzara sappiate che da oggi ce n’è uno molto più terribile, insidioso e fastidioso: la “Circolare Gabrielli”. Forse l’avrete già saputo, forse no, ma in materia di eventi la musica è cambiata e il nuovo ritmo rischia di fare uscire molti dalla pista da ballo. Andiamo con ordine. Siamo a Torino, 3 giugno 2017. In piazza San Carlo si assiste alla finale di Champions League targata Juve – Real e un falso allarme semina il panico tra i presenti causando un bilancio di circa 1.500 persone ferite, di cui alcuni molto gravi, e un morto. Con un esito simile, dovuto in buona parte alla pessima gestione della manifestazione, la politica è intervenuta andando a rivedere tutte le norme e le regole per la creazione di eventi. Il risultato? Una legge talmente severa che in nome della sicurezza mette a rischio migliaia di manifestazioni in tutta Italia. Con la compilazione dell’apposita tabella verrà generato un risultato che indica il grado di rischio (basso, medio o alto) e, di conseguenza, tutte le regole da rispettare per poter procedere con la realizzazione del proprio evento. Come in ogni copione che si rispetti, a farne le spese sono le realtà medio-piccole che difficilmente riescono a collocarsi presso la soglia di basso rischio. Tra i tanti “paletti”, la circolare richiede presidi di sicurezza come l’obbligo di affidare il servizio d’ordine a operatori professionisti, delimitare l’area dell’evento con barriere New Jersey, individuare percorsi separati di accesso e deflusso, regolare e monitorare gli ingressi anche mediante l’uso di sistemi di rilevazione numerica progressiva. Ad attenderci è un’estate sempre più priva di attività dove lo spirito di aggregazione e di partecipazione verrà ridimensionato portando ad un impoverimento del territorio e, di conseguenza, delle forme di commercio che poteva respirare una boccata d’aria fresca durante le manifestazioni. Giusto per riportare qualche cifra, solo in Veneto si parla di circa 3’000 feste e sagre a rischio, 7’000 nel Piemonte e altre stime più ottimistiche parlano di 30’000 in tutta Italia a cui però non va a sommarsi la perdita di tutti i possibili nuovi eventi che difficilmente vedranno la luce a causa di queste condizioni. Nella nostra provincia la prima vittima è stato il Carnevale di Fano, evento cardine delle nostre terre che ha dovuto inserire il conta-persone aumentando notevolmente i costi e limitando il numero di ingressi a sole 15’000 unità. Tra gli abitanti del comune e quelli delle zone limitrofe, il tutto si è trasformato in una gara a chi arriva prima per non finire in code interminabili dal dubbio scorrimento. Brutto colpo anche per il turismo che inevitabilmente subirà perdite difficili da stimare. Nessuno pretende la totale assenza di regole o una libertà tale da permettersi di trascurare la sicurezza delle persone che prendono parte ad un evento ma qualcosa va sicuramente rivisitato perché, ancora una volta, la burocrazia rischia di annientare il nostro paese.