Tosi (Fiab): “Bandiere blu, decisive anche le piste ciclabili”

Bene le 16 bandiere blu ottenute dalle Marche, ma si può fare di più perché all’appello mancano non solo 8 Comuni, ma anche porzioni notevoli degli stessi Comuni premiati. L’obiettivo è ambizioso: diventare la prima regione italiana la cui l’intera costa (180 km) può esporre il prestigioso vessillo della FEE che, com’è noto, riguarda non solo le acque di balneazione ma la qualità ambientale in generale (raccolta differenziata, aree protette, ecc.) comprese le infrastrutture per la mobilità sostenibile; e proprio le piste ciclabili possono essere decisive, come è emerso a Fano durante la cerimonia per la consegna delle 16 bandiere blu; nelle Marche un ruolo di primo piano spetta alla ciclovia adriatica che unirà tutta l’Italia dal Friuli alla Puglia, secondo un progetto elaborato dalla Fiab che ora mette a disposizione un altro stimolante strumento: la bandiera gialla (cfr comuniciclabili.it), il riconoscimento con cui gli amministratori pubblici possono documentare il livello di ciclabilità raggiunto dai rispettivi Comuni. Ad oggi sono Pesaro, Fano, Corinaldo e Grottammare i Comuni marchigiani che l’hanno ottenuta ma tanti altri la possono meritare sviluppando reti ciclabili che rappresentano un vero e proprio investimento che in pochi anni rientra moltiplicato più volte. E poiché sempre più spesso le aziende si insedieranno dove troveranno non tanto manodopera a basso costo quanto luoghi con servizi efficienti, spazi qualificati e sicurezza, cioè una buona qualità della vita, conviene a tutti puntare sulla mobilità sostenibile che fa risparmiare costi sociali, rende più fluida la stessa circolazione stradale e migliora l’offerta turistica.

Enrico Tosi - coordinatore FIAB Marche