Intervista all’onorevole Alessandro Morelli: “In questa provincia tema prioritario il lavoro”

Pochi giorni fa, l’onorevole Alessandro Morelli è venuto in visita in alcuni comuni della provincia di Pesaro e Urbino e, durante la sua visita, siamo riusciti ad intervistarlo.

Buongiorno onorevole Alessandro Morelli, vogliamo ringraziarla da parte dei nostri lettori per il tempo dedicatoci. Abbiamo una serie di quesiti da porle in merito alla sua visita e al suo partito di appartenenza, ovvero la Lega. A cosa dobbiamo la sua presenza? Come ben sai la Lega non abbandona mai i propri territori. Vogliamo riportare la politica dalla parte dei cittadini e il modo migliore per farlo è quello di stare con loro, di ascoltarli. Dal 2013 ci siamo mossi per stare in mezzo alla gente, siamo persone normali che non vogliono lasciare indietro nessuno.

Le ultime elezioni politiche hanno visto l’incredibile exploit della Lega nel territorio, risultato inaspettato considerando anche la poca presenza di militanti nel territorio. Come giudicate questo risultato storico? Non era inaspettato, se osserviamo più attentamente in tantissime provincie considerate“rosse”come l’Emilia profonda, Ferrara e molte altre, la Lega è cresciuta in maniera esponenziale. Certo, dove non c’è stato un grande radicamento il merito va tutto a Matteo e alla comunicazione che è riuscita a toccare e far comprendere la nostra visione sui tanti temi sentiti dall’opinione pubblica come ad esempio l’abolizione della legge Fornero, il tema dell’immigrazione e il salario minimo garantito.

Cosa intende fare la Lega per la provincia di Pesaro e Urbino? Molti dei problemi di questa provincia sono comuni a livello nazionale ed è importante fare attenzione alle risposte che vanno date. Primo tra tutti il tema del lavoro, non da meno quello della sanità. Molte delle problematiche di questo territorio sono comuni a quelle di altri ma non sempre è possibile usare la stessa soluzione. Sicuramente una buona risposta va data partendo dalla rivisitazione del Jobs Act, serve più lavoro e più garanzie. Ci attende tanto lavoro.

Prima di concludere abbiamo un’ultima domanda da farti. Come giudichi la tua esperienza politica? Quale consiglio daresti a coloro che vorrebbero entrare in questo mondo? Come diceva Gaber, la libertà è partecipazione. Io ho amicizie, rapporti con tanti esponenti di tante formazioni politiche. È importante farsi un’idea rispetto alle problematiche che ci sono, un’opinione dei vari argomenti e di proporre delle soluzioni indipendentemente dal proprio credo politico. Non bisogna farsi calare le risposte dall’alto perché fare militanza, anche solo nel proprio comune, ti consente di essere dentro al rapporto tra politica e cittadini. Siate attivi, non ve ne pentirete!