Riccardo Paolo Uguccioni (Ente Olivieri): “Disappunto per la quarta estate consecutiva di chiusura del Museo archeologico”

Il Consiglio d’amministrazione dell’Ente Olivieri esprime disappunto e disagio per la quarta estate consecutiva di chiusura del Museo archeologico, causata dal continuo differimento dei lavori di restauro intrapresi dal Comune di Pesaro, proprietario di palazzo Almerici. Le operazioni di restauro e riallestimento del Museo Oliveriano, ancora lontanissime dal compimento, sono state discontinue. Abbiamo chiuso il Museo nel marzo 2015; i lavori sono iniziati nell’aprile 2016, poi sono proseguiti a intermittenza e adesso il cantiere è deserto da mesi. Ci è stato detto che i fondi sarebbero pervenuti dal “Piano casa”: ma o sono stati insufficienti, o sono stati dirottati su altre urgenze. Attualmente il pavimento e le pareti sono sistemate, alcuni servizi sono stati allestiti, mancano però l’impianto elettrico e quello termico, poi dovrà essere affrontato il complesso processo del riallestimento. Oggi abbiamo letto sulla stampa che il museo “non aprirà prima dell’estate 2019”. Ne siamo purtroppo convinti anche noi. Infatti le ultime informazioni ci davano per “imminente” (cioè destinata a svolgersi dopo l’estate) una o più gare di appalto per poco meno di 400.000 €, che dovrebbero risultare conclusive; la previsione era che poi, nel corso del 2019, i lavori sarebbero stati eseguiti. Ma se anche tutto andasse secondo il cronoprogramma, come mai è successo in passato, il Museo Oliveriano sarà riaperto nel 2020 (cioè cinque anni dopo la chiusura), e più probabilmente nel 2021, forse nel 2022. Dal momento che la stampa riferisce quotidianamente di lavori pubblici intrapresi dal Municipio per somme maggiori, c’è da chiedersi se la vicenda non sconti il modesto interesse delle autorità preposte verso il Museo Oliveriano, che invece darebbe grande impulso all’archeologia cittadina. Tutti sanno che l’Ente Olivieri non ha risorse proprie. Su sollecitazione del Consiglio d’amministrazione, la Fondazione Scavolini era però intervenuta con l’abituale generosità assumendosi i costi di allestimento della futura Sala Picena. Ma dopo reiterate scadenze puntualmente mancate (e dopo aver speso inutilmente parte dei propri fondi), la Fondazione Scavolini si è ritirata e ha stornato le sue risorse su altri progetti. Intanto l’Ente Olivieri ha dovuto spegnere l’attività didattica archeologica delle Miniguide risalente ai tempi di Antonio Brancati; ha dovuto e deve rispondere negativamente a docenti di atenei italiani e stranieri che chiedono di effettuare esami autoptici; specialmente in estate – ma non solo – ha dovuto e deve respingere i turisti in visita (che fino al 2014 venivano invece accolti con premura dai volontari della sede di Pesaro dell’Archeoclub). Il Museo archeologico Oliveriano è un museo di grande importanza, con reperti noti in tutto il mondo (proprio in questi giorni il Museo gallo-romano di Lione ci ha chiesto in prestito il cosiddetto larario puerile, che fino al 2015 si ammirava in via Mazza). La sua prolungata chiusura è una perdita per la città: l’abbiamo scritto anche l’inverno scorso al Comune di Pesaro, pregando che si facesse il possibile per evitare una quarta estate con le sale chiuse. Non c’è stata risposta, e l’estate intanto è arrivata.

Riccardo Paolo Uguccioni
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