Uso terapeutico della cannabis, interrogazione di Bisonni sui “tempi lunghi” per l’applicazione della legge

Il consigliere del Gruppo Misto richiama l’attenzione su quanto previsto dalla normativa regionale del 2017 e sui contenuti di una delibera di Giunta inerente le linee d’indirizzo procedurali ed organizzative, approvata lo scorso mese di dicembre

Sandro Bisonni

L’applicazione di quanto previsto dalla legge regionale 26 dell’agosto 2017 sull’uso terapeutico della cannabis al centro dell’attenzione di una interrogazione presentata dal consigliere Sandro Bisonni del Gruppo misto. Nello specifico si chiede di sapere quali siano le problematiche che stanno ritardando l’attuazione di quanto previsto da alcuni articoli della stessa legge, anche in base ai contenuti di una delibera di Giunta del dicembre 2017 sulle linee d’indirizzo procedurali ed organizzative. Un richiamo contenuto nel documento istruttorio specifica la necessità di “ulteriore tempo” per l’attuazione di queste disposizioni. Spiega Bisonni: “La normativa prevede che i medicinali cannabinoidi siano prescritti dal medico curante, specialista o di medicina generale, e dal pediatra di libera scelta. Allo stato attuale la cannabis prodotta dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze non sembra essere sufficiente per l’intero territorio nazionale e l’importazione estera risulta essere molto onerosa”.

Sempre in relazione alla legge 26, il consigliere evidenzia che si prevede “la possibilità di attivare coltivazioni sperimentali e progetti pilota sul territorio regionale, onde ovviare alle problematiche di reperimento e di oneri finanziari” e che la Regione è chiamata a promuovere “la diffusione e la conoscenza dell’impiego e degli effetti della cannabis, i corsi di formazione e di aggiornamento per gli operatori sanitari, la ricerca scientifica finalizzata alla sperimentazione clinica ed i progetti di ricerca su cure palliative”. Insomma – sottolinea Bisonni – c’è ancora molta confusione per i cittadini e per gli operatori sanitari sulle procedure da seguire. Ed è ora di fare chiarezza su tutti i fronti”. Come noto, il Decreto 2015 del Ministro della salute ha demandato alle Regioni il compito di predisporre le richieste di cannabis ad uso terapeutico da trasmettere al Ministero sulla base della stima dei fabbisogni dei pazienti in trattamento e di eventuali incrementi dovuti a nuove esigenze. Nell’atto la rimborsabilità, a carico del servizio sanitario regionale, viene subordinata alle indicazioni emanate dalle Regioni e Province autonome.