Festival regionale del riuso e del riciclo, Biancani: «Le Marche proseguono sulla strada della raccolta differenziata e dell’economia circolare»

Un operatore al lavoro

“Attivarsi presso tutte le sedi istituzionali competenti affinché venga abrogato l’articolo 35 del decreto legge 113 del 2014”. E’ quanto chiede la mozione approvata in Consiglio regionale per ribadire il no della Regione Marche a un impianto di incenerimento nel suo territorio. Il decreto è il cosiddetto Salva Italia e l’articolo citato è quello che attribuisce al Governo la pianificazione nazionale degli impianti di incenerimento. Primo firmatario è il presidente della Terza commissione ambiente e territorio Andrea Biancani (Pd), che, ricordando il sostegno della Regione al “Festival del riuso e del riciclo” di Pesaro, elenca gli ultimi passi avanti in tema ambientale, a partire da questa mozione approvata all’unanimità. «L’articolo 35 – puntualizza Biancani – sottrae alle regioni la legittima facoltà di decidere la gestione integrata del ciclo dei rifiuti. La mozione, sottoscritta da tutti i componenti della mia commissione, chiede di eliminare questo articolo, perché contrasta sia con la pianificazione regionale di settore, sia con la strategia europea in materia di gestione dei rifiuti». Il documento si aggiunge a una serie di atti di indirizzo con i quali la Regione ha già manifestato «netta contrarietà alla realizzazione di un inceneritore di qualsiasi capacità».

Andrea Biancani (Pd)

«Il Piano regionale di gestione dei rifiuti – aggiunge Biancani – non prevede il ricorso al trattamento termico diretto, cioè la termovalorizzazione, ma punta al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata. Un obiettivo ormai vicino, perché nel 2017 è stata raggiunta la percentuale del 65,56% e siamo al terzo posto in Italia». «Le Marche – prosegue Biancani – ribadiscono il no ai termovalorizzatori perché vogliono restare sulla strada europea della riduzione dei rifiuti e dell’economia circolare. Gli inceneritori, con la quantità minima di materiale che devono comunque trattare per restare attivi, richiedono la produzione costante di rifiuti indifferenziati, sposando una ‘economia inversa’, in conflitto con quella circolare che si basa sul recupero e sul riutilizzo della materia». La mozione, discussa due settimane fa, è solo l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, legata alla politica ambientale adottata dalla Regione. Negli ultimi mesi, dall’autunno ad oggi, hanno ottenuto il via libera numerosi atti per incentivare un consumo sostenibile e uno stile di vita attento agli sprechi. «Sono tanti i provvedimenti con le relative risorse che abbiamo approvato in poco tempo per attuare una svolta ecologica nella produzione dei rifiuti – evidenzia Biancani –. Lo scorso novembre è passata la legge contro gli sprechi alimentari, con incentivi per il recupero e la donazione alle associazioni che fanno assistenza ai meno abbienti. A gennaio con una risoluzione abbiamo lanciato la filiera del vuoto a rendere, per educare i cittadini al riuso delle bottiglie. Altro importante traguardo è stato il via libera a fine marzo della legge sulla tariffa puntuale che sposa la logica ‘più ricicli meno spendi’. Con questa norma la Regione, la prima in Italia, ha fornito gli indirizzi per porre gli enti locali nelle migliori condizioni per applicare la normativa statale sulla tariffazione a consumo». «L’economia circolare – conclude Biancani – è un impegno rivoluzionario per il futuro e non può essere contenuta in un singolo provvedimento. Deve diventare un metodo di lavoro, una sensibilità che guida tutte le scelte, non solo in materia di rifiuti, ma anche in termini di edilizia sostenibile, consumo del suolo, produzione energetica alternativa, turismo e cultura».