Simona Ricci: “Salute in mano ai privati scelta illogica”

DAL NUMERO DI MAGGIO DI FLAMINIA & DINTORNI

Il segretario provinciale della Cgil inquadra gli ultimi sviluppi dopo l’inaugurazione a Cagli. “Aumenteranno coloro che rinunceranno alle cure non potendo pagarsele”

Simona Ricci, segretario provinciale della Cgil, fa il punto sull’attuale servizio sanitario. “I cambiamenti che si stanno verificando nella nostra provincia, trasformeranno il volto del servizio sanitario per i prossimi decenni e per questo motivo andava posta più attenzione con discussioni pubbliche e una partecipazione di tutti. A noi appare che la vera questione sia stata tagliare posti letto al servizio pubblico per creare un mercato ospedaliero per il privato convenzionato senza nessuna analisi dei veri bisogni”. Può farci un esempio? “Fino al 2015 l’ospedale di Cagli aveva 25 posti letto pubblici di lungodegenza post acuzie. Poi sono stati convertiti in cure intermedie con la spiegazione di razionalizzare la rete ospedaliera, mentre ora quei posti letto vengono ridati in mano al privato. Ancora più emblematica è la situazione fanese e di Marche Nord. Solo qualche giorno fa sono stati assegnati 50 posti letto per acuti destinati ad arrivare a 100, ad una clinica privata che deve ancora sorgere! La spiegazione data è per abbattere la mobilità passiva verso la Romagna! Nel frattempo si sono depauperate le ortopedie assieme alle chirurgie dei presidi ospedalieri dell’Asur e di Marche Nord, creando così inevitabilmente quel mercato sopra citato. Con questa logica di operazioni non vi potrà essere nessuna garanzia per il buon funzionamento della sanità”. E del  nuovo ospedale Marche Nord a Muraglia?  “A parte il fatto che se non ci fosse ogni tanto qualche titolo di cronaca, nessuno ne saprebbe più nulla, per molti esistono forti dubbi sul projet  financing come modalità di finanziamento per il sito di Muraglia. Su di un privato che costruisce in cambio della concessione dei servizi con un canone annuale, le garanzie sono pressoché nulle!”. Cosa prevede per l’ospedale di Fano? “Ma quali garanzie avrebbe il presidio del Santa Croce se in futuro  dovesse sorgere quello di Muraglia con 612 posti letto ed i 100 della clinica privata?”. Cosa ne deduce allora? “Anche se dovesse sorgere il nuovo ospedale pubblico e ci sarà l’avvento massiccio del privato convenzionato, questa provincia ha un tasso di posti letto per abitante più basso rispetto alle altre.  Fermo con una superficie di 863 Kmq ha il 2,95 mentre Pesaro con 2.567 Kmq ha il 2,97. Anche Ascoli con i suoi 1.228 Kmq inferiore di oltre 1.000 Kmq  rispetto a noi ha il 3,76 e Macerata che è quasi come noi con  2.776 Kmq, ha il 3,79. Credo che continuerà a crescere la spesa della sanità privata, cioè quella pagata dai cittadini di tasca propria ed aumenteranno coloro che rinunciano alle cure non potendo pagarsele. Tutto questo beffardamente in faccia all’ingresso del privato convenzionato!”. Ma può essere effetto del decreto Balduzzi?  La Regione sostiene che non vi è alternativa alla privatizzazione a causa dei vincoli di spesa. E’ davvero così o sono entrate in gioco delle scelte in base all’autonomia che ogni Regione ha in materia? Il vanto della Regione è l’essere primi in Italia per il risultato medio di esercizio (cioè l’utile del bilancio sanitario) pari a 91,5 pro capite negli anni 2012-2016!  Ma pensiamo davvero che l’obiettivo del servizio sanitario deve essere fare utili? Non sarà forse spendere bene i soldi ovviamente senza andare  in perdita?”. Cosa ci aspetta per il futuro? “Nelle Marche 407.000 cittadini pari al 26,4 % hanno rinunciato per questione di reddito almeno ad una prestazione sanitaria ed è la percentuale più alta nelle Regioni del centro nord. Vi è un problema di accessibilità in questo territorio al servizio sanitario. Sarà anche un problema nazionale, ma quello marchigiano è pessimo e con queste soluzioni si può solo peggiorare”.