Frontone, per la crescia c’è il riconoscimento De.co. Un marchio di garanzia per il futuro

Per quanto riguarda l’evento dello scrso weekend ancora un grande successo a Frontone di presenze favorite da un cockail di componenti: lo scenario suggestivo, i prodotti in vetrina, il clima favorevole e l’organizzazione

C’è la denominazione comunale d’origine per la crescia di Frontone. Di che cosa si tratta? Sono marchi di garanzia nati in seguito alla legge nº 142 dell’8 giugno 1990, che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell’ambito dei principi sul decentramento amministrativo, in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali. Ne abbiamo parlato con il sindaco di Frontone Francesco Passetti che ha reso ufficiale il tutto nell’ambito di un talk cooking show all’interno della festa dello scorso fine settimana dedicata alla crescia appunto, e al fungo spignolo. “Un modo per tutelare, promuovere e proiettare nel tempo una nostra ricetta che ha avuto in Piergiorgio Angelini (figura d’eccellenza dell’enogastronomia) il qualificato ricercatore che ha studiato quello che è definito un antico pane azzimo schiacciato mangiato dai più poveri nell’antichità, dai nomadi”. La “crescia di Frontone” è un prodotto tradizionale tipico locale che si colloca fra la panetteria domestica e l’arte della cucina. Di colore fondo chiaro/giallo dorato con sulle superfici chiazze di cottura di colore ambrato/bruno. Ha una consistenza da poco ad abbastanza morbida, leggermente friabile, un diametro da 20 a 25 centimetri e uno spessore da 3 a 5 millimetri.

Gli ingredienti sono farina di frumento tenero tipo “0” o “00” , uova fresche, puro strutto suino, compreso quello utilizzato in fase di cottura, sale,  pepe nero macinato finemente, acqua pura non clorata o acqua minerale frizzante (tiepida) con le prime materie aggiuntive (facoltative) che sono il bicarbonato di sodio, il formaggio pecorino tipo dolce grattugiato, latte mescolato con acqua. La crescia viene prima spennellata leggermente con lo strutto e la cottura avviene mediante trattamento termico da entrambi i lati, sulla griglia (graticola) posta su braci di legna o di carbonella fine. Detto della crescia, uno sguardo anche all’evento di primavera da poco in archivio. Ancora un grande successo di presenze favorite da un cockail di componenti: lo scenario suggestivo, i prodotti in vetrina, il clima favorevole e l’organizzazione. Negli stand allestiti lungo le vie del paese, c’è stata la possibilità di assaggiare questa autentica golosità della tradizione, ovvero la crescia imbottita con cibi dai sapori ormai quasi del tutto dimenticati ovunque. Arrivederci al 2019.