Regione, taglio dei vitalizi: ecco un’altra proposta del consigliere del Pdl Bisonni

Dopo la “pregiudiziale” applicata alcune settimane fa in Assemblea per respingere il precedente atto, il consigliere ripropone la sua richiesta di tagliare i vitalizi

Sandro Bisonni

Nonostante la “pregiudiziale” applicata in Consiglio abbia di fatto cancellato la sua proposta di legge sui vitalizi, il Consigliere regionale Sandro Bisonni non demorde e come anticipato ritorna in campo con un nuovo atto. “L’obiettivo è sempre quello di garantire – sottolinea – un cospicuo risparmio alla pubblica amministrazione, eliminando quei privilegi che non sono più tollerabili nella situazione di oggettiva difficoltà in cui si trova il nostro Paese e che potrebbero liberare risorse da redistribuire in ambiti sicuramente più meritevoli di attenzione”. La nuova proposta di legge presentata da Bisonni taglia l’ammontare dell’assegno vitalizio della metà e ripropone il calcolo dell’indennità di carica con riferimento a quella attualmente in vigore. Nell’atto, inoltre, l’età per l’erogazione dell’assegno vitalizio viene portata da 60 a 65 anni e si istituisce il divieto di cumulo. Il risparmio contemplato con questa nuova proposta di legge è addirittura superiore ai 980.000 euro l’anno previsto nella precedente, da poco cancellata dai partiti, essendo questa volta di circa 1.440.000 ogni anno. Similmente a quanto previsto con la prima proposta di legge viene indicato di destinare il 95% alla copertura delle spese sostenute dalle famiglie per gli alunni disabili o in situazioni di svantaggio ed il restante 5% alla Provincia di Macerata per la costituzione e il funzionamento di un CRAS (Centro Recupero degli Animali Selvatici). “Ribadisco ancora una volta – aggiunge Bisonni – che questo è un traguardo raggiungibile e concreto, non un vuoto gioco di parole come quello che ha avuto modo di ascoltare in Aula quando il mio atto è stato respinto con un atto gravissimo come quello della pregiudiziale”. “Vedremo, conclude Bisonni, se ancora una volta i partiti avranno il coraggio, o la vergogna, di respingere la mia proposta; se lo faranno dovranno poi però spiegare alle famiglie degli alunni disabili, a cui sono destinate queste cifre, perché lo hanno fatto”.