“Impresa 4.0: innovazione, ricerca e formazione”, via libera in II commissione

Via libera a maggioranza da parte della II commissione “Sviluppo economico”, presieduta da Gino Traversini (Pd), alla proposta di legge “Impresa 4.0: innovazione, ricerca e formazione”. La finalità è quella di individuare un percorso per l’applicazione e la diffusione di questo innovativo modo di produrre, tenendo conto delle caratteristiche socio-economiche del sistema produttivo regionale. Fari puntati sullo sviluppo del potenziale competitivo dell’economia regionale, il sostegno all’ammodernamento, il rilancio produttivo, l’attrazione di investimenti e la creazione di occupazione, in particolare attraverso la coniugazione delle tradizionali abilità del mondo manifatturiero e le nuove tecnologie (Ict e Ket). In questo senso il testo legislativo mette in primo piano l’abbandono del concetto di “produrre, consumare e scartare” per incentivare quello di “ridurre, riusare e riciclare”, proprio dell’economia circolare.
Per il relatore di maggioranza, Fabio Urbinati (Pd) si tratta di “una legge estremamente importante, che ha avuto un percorso molto partecipato da tutti i portatori di interesse. Sicuramente l’impresa 4.0 rappresenta una grande opportunità da cogliere per legarla anche allo sviluppo dell’economia circolare che cambierà il modo di produrre, di consumare e anche di vivere”. Urbinati ricorda inoltre che “la Regione ha già emanato alcuni bandi con una corposa dotazione finanziaria e molte imprese stanno accelerando verso questo nuovo modo di concepire l’impresa che nelle Marche trova anche delle grandi punte di eccellenza”. Molto critico il giudizio del relatore di opposizione, Piero Celani (Fi): “E’ una legge ridondante, fotocopia di quella nazionale, che non sposta niente alle imprese. A dimostralo è il fatto che è rimasta giacente un anno in commissione”. E ancora: “Una normativa senza sicurezze riguardo ai finanziamenti, che non aggiunge nulla a quanto già abbiamo in quanto utilizza i fondi comunitari Por-Fesr le cui disponibilità per i prossimi anni non sono certe”.

Consiglio regionale Marche (C. C.)