Carlo Ruggeri sulla risonanza magnetica a Fossombrone: “Specchietto per le allodole”

Carlo Ruggeri

A Fossombrone niente festa. Giornata, invece, simbolo delle promesse mancate. Dopo l’inaugurazione del privato imposto a Cagli come incremento al già esistente e come (PURTROPPO) sostitutivo dei Servizi Pubblici, sabato 12 maggio c’è stata l’inaugurazione della “risonanza magnetica” presso l’ex ospedale di Fossombrone (molto limitata, però, solo ad esami articolari e dorsali e con la solita carenza di personale). Tutto è bene quel che, di supporto, seppur non perfetto, è concesso ai territori, ma nulla è bene quello che molto più importante è stato tolto agli stessi, massacrandoli con l’eliminazione di servizi ospedalieri vitali. L’inaugurazione del 12 maggio a Fossombrone è stata organizzata in pompa magna, con la presenza di quel potere poltico regionale che ha scelleratamente chiuso l’ospedale di Fossombrone, insieme a quelli di  Cagli e Sassocorvaro, il 31.12.2015. Un paradosso le inaugurazioni da parte di chi ha chiuso! Queste cerimonie sono le incongruità della spettacolarizzazione della rappresentanza ad ogni costo, specchietto per l’allodola popolo bue, che gli attori da taglio del nastro a go go, sperano sempre  sia entità di memoria cortissima. Chi di dovere (sperando di memoria, invece, piu’ lunga), presente all’inaugurazione del 12 maggio, avrebbe dovuto    ricordare alle massime autorita’ e codazzo di dirigenti e funzionari della Sanita’ Marchigiana li’ trionfanti (cittadini pressoche’ assenti!!), in che razza di situazione e’ ridotto l’ex ospedale di Fossombrone, una larva  ridicolizzata a 30 posti letto di cure intermedie/ambulatorio in mano a medici con poca frequentazione Ospedaliera ed a guardie mediche non certo con l’esperienza assolutamente  necessaria in grado di curare con destrezza(dovuta solo  ad anni di DOVEROSA pratica ospedaliera in reparti di buona scuola) patologie in continuo mutamento tendenti al peggioramento.Diversi familiari ci dicono che, secondo loro, addirittura, esiste l’assurdita’ di  NON POCHI  casi di malati post/acuzie da lungodegenza, ricoverati in queste  cure intermedie che dovrebbero trattare, invece, patologie “leggerissime” di tutt’altro stampo.

Chi di dovere avrebbe dovuto   ricordare all’inaugurazione stessa, che l’attuale Ambulatorio della Continuita’ Assistenziale(ACAP), a Fossombrone , non puo’ assicurare ai pazienti ne’ una valida diagnosi per carenza di mezzi ed esperienze specifiche, ne’, tanto meno, una stabilizzazione “filtro”, contribuendo cosi’ ad intasare i Pronti Soccorso degli Ospedali piu’ grossi, oltretutto con perdite di tempo importanti per garantire la totale(e rapida) protezione del paziente.Urge, quindi un ritorno al Punto di Primo Intervento con Medici Ospedalieri, cassato dagli stessi personaggi , il 12 Maggio pomposamente  inauguranti

Chi di dovere avrebbe dovuto ricordare che i malati acuti della vallata del Metauro, sono spesso gli usufruitori di letti “fuori reparto” nei pochi  Ospedali rimasti,  i quali  ormai scoppiano di intasamenti, caos e disfunzioni sempre piu’ gravi,, ed a nulla serve metterci delle pezze aggiuntive, rimanendo, gli Ospedali Maggiori,anche  con le aggiunte di letti, sempre dei “calderoni” dove la disorganizzazione impera. Urge la riapertura IMMEDIATA delle strutture OSPEDALIERE PUBBLICHE  di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, con posti letto in primis per malati acuti e lungodegenze  gestiti i da medici ospedalieri esperti,non oberrati di super lavoro e non costretti a saltare da un reparto all’altro PER “VISIONARE” il paziente di competenza.

Chi di dovere, il 12 Maggio, avrebbe  , infine, dovuto ricordare, con determinazione, al Prof.Ceriscioli, gli impegni presi con rappresentanze della citta’ di Fossombrone  sia dal suo collega di assessorato Mezzolani, che dalla Giunta presideduta dal Ceriscioli stesso ,con la Delibera n.139,e sia con un Solenne Comunicato Stampa del 16 Dicembre 2016,per dotare la Struttura forsempronese di un day surgery chirurgico e,principalmente, per incrementare l’attuale dotazione di 30 posti letto di cure intermedie, con 20 posti letto di lungodegenza pubblica, gestita da Medici Ospedalieri di Marche Nord.

Tali 20 posti, letto, sono stati, in seguito, negati.QUALE CREDIBILITA’ PUO’ AVERE LA GIUNTA CERISCIOLI?

Ci si chiede dove finiranno, OLTRE AI MALATI ACUTI,anche  gli utenti di lungodegenza pubblica  di Fossombrone e della vallata del Metauro.A Pergola, ad Urbino con posti gia’ esauriti dappertutto , od a Canicatti’.Magari a crepare a casa ??

La giornata del 12 Maggio, per noi del Comitato Provinciale e per i forsempronesi dimostratisi in tanti, ANCHE ELETTORALMENTE,  piu’ che sensibili, e’ STATA  tutt’altro che gioiosa, perche’ simbolo di  promesse, passate, presenti e sicuramente  future SU SUPPORTI VITALI,  assurdamente mancate,  consolidando la tragedia, in special modo  accentuata a Fossombrone, ma  anche in tutto il territorio restante  pressoche’ allo stesso modo.

Carlo Ruggeri Comitato provinciale pro ospedali pubblici